Con “Pane per Gaza” anche i sindacati italiani del settore agroalimentare; Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil, si mobilitano per la popolazione della Striscia di Gaza.
La richiesta alle organizzazioni sindacali e ai lavoratori del settore è di donare il valore economico di un’ora di lavoro alla causa palestinese. I fondi così ottenuti saranno destinati a sostenere i progetti portati avanti a Gaza dal Patriarcato latino di Gerusalemme e da Emergency e Save the Children.
I sindacati si sono uniti “per sostenere la popolazione palestinese: un segnale forte di solidarietà e di attenzione verso una tragedia che si sta consumando sotto gli occhi di tutti e nella pressoché totale inerzia delle istituzioni europee ed internazionali.”
I sindacati ricordano come in questo momento la situazione a Gaza sia peggiorata ulteriormente per la popolazione, specialmente per 19mila bambini e 10mila donne sfollati, con l’ingresso l’ingresso dei militari a Gaza city: “Gli aiuti umanitari, alimentari o medici da mesi non arrivano a Gaza, dove la popolazione civile è martoriata dalle bombe e dalla carestia. Recentemente Fao e Unosat hanno comunicato come nella Striscia sia disponibile meno del 5% dei terreni agricoli, ciò aggrava ulteriormente la produzione alimentare.”
“A Gaza manca ogni cosa. Mancano acqua, cibo e medicine e mancano tutte le condizioni per vivere una vita dignitosa, in salute e in pace. L’esercito israeliano prosegue la sua azione di distruzione evacuando militarmente la città principale della Striscia e così creando nuovi morti, feriti e sfollati – dichiara Alessandro Manno, responsabile Paese EMERGENCY per i Territori occupati –
Dopo quasi due anni la situazione raggiunta è catastrofica ed è fondamentale intervenire immediatamente per porre fine a tutto questo. Come EMERGENCY crediamo che sia fondamentale l’impegno di tutti e tutte per sostenere la popolazione palestinese ridotta allo stremo.”
“Oggi Gaza è uno dei luoghi al mondo dove è più difficile essere bambini. Da ottobre 2023 oltre 20mila sono morti a causa delle operazioni militari israeliane. Vengono uccisi da bombe, da proiettili e dalla fame, una fame usata come arma di guerra. Si è superato ogni limite. Nei nostri spazi dedicati, i bambini disegnano le “nuvole dei desideri”: sempre più spesso desiderano cibo. E ora anche di morire.
Tutto ciò è inaccettabile. La campagna “Pane per Gaza” è un atto di solidarietà concreta, di giustizia, di umanità. È un modo per non voltare lo sguardo, ma anche per dire che i diritti dei minori non sono negoziabili e che la solidarietà può diventare azione.” dice Giancarla Pancione, Fundraising, marketing & brand director di Save the Children.


