Milioni di italiani sono scesi in piazza in un weekend dedicato alla solidarietà con Gaza e con i membri della Global Sumud Flotilla. L’opinione pubblica italiana, in linea con quella europea, chiede al governo di rompere con Israele finché continuerà a opprimere il popolo palestinese e a non riconoscere uno stato alla Palestina.
In piazza diverse categorie di lavoratori come quelli impiegati nel settore tecnologico e nelle università chiedono di rompere le collaborazioni con Israele.
Ormai tutte le principali organizzazioni per il rispetto del diritto internazionale parlano apertamente di genocidio del popolo palestinese. Un vocabolo che indica la violazione della Convenzione per la prevenzione e la repressione del crimine di genocidio del 1948. Diversi paesi europei non hanno messo in pratica quanto previsto dalla Convenzione pur avendola sottoscritta. Nel campo del diritto internazionale però l’adesione a Trattati e Convenzioni è volontaria, basti pensare che realtà come Stati Uniti, Russia, Cina, India, Israele, Iran, Egitto e Arabia Saudita che non riconoscono la giurisdizione della Corte penale internazionale e non ne rispettano le sentenze. Infatti, sebbene nel 2024 la Corte Penale Internazionale abbia emesso dei mandati di arresto per il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu e per l’ex Ministro della Difesa Yoav Gallant, nessuna conseguenza concreta si è ancora verificata.
La giurista Chantal Meloni ha commentato la situazione dal punto di vista del diritto internazionale: “Innanzitutto va ricordato il nome della convenzione contro il genocidio del 1948; Si chiama la Convenzione per la prevenzione e la repressione del genocidio. Quindi il primo fine di questa convenzione che ovviamente era stata adottata dopo gli orrori della seconda guerra mondiale, dopo l’olocausto e quindi proprio per dare uno strumento che desse al mondo appunto la possibilità di affermare quel mai più che era stato detto dopo l’olocausto, i primi fini appunto sono sul piano della prevenzione.
Quindi nel momento in cui c’è un allarme e un allarme serio in questo caso di Gaza è già stato segnalato dalla Corte Internazionale di Giustizia che è la più alta autorità giudiziaria dell’ONU nel gennaio del 2024, quindi parliamo ormai di 18-19 mesi fa, tutti gli stati terzi, tutti gli stati dell’ONU, che sono tutti degli stati che hanno ratificato la Convenzione contro il genocidio, che peraltro è diritto consuetudinario, hanno l’obbligo di prendere tutte le misure in loro potere per appunto innanzitutto prevenire un genocidio che poi ora vediamo è in pieno corso, ma eventualmente fermarlo e poi punirne i responsabili.
Questo non è stato fatto, non è stato fatto perché non sono state prese le sanzioni adeguate da un lato e ancora peggio i paesi occidentali, che sono alleati storici di Israele, hanno continuato con l’export di armamenti, hanno continuato ad intrattenere gli stessi rapporti commerciali ed economici e ovviamente ad avere tutti i tipi di scambi dal punto di vista dell’intelligence militare come prima e solo adesso vediamo negli ultimi mesi un primo discorso per ora peraltro ancora insufficiente, tiepido a livello di possibili conseguenze a livello di Unione Europea o meglio di Consiglio d’Europa. Per cui si potrebbe forse arrivare a qualche adozione di qualche sanzione e forse alla sospensione degli accordi fra Israele e l’Unione Europea, che sono degli accordi ricordiamo che vanno a grande beneficio dello Stato di Israele quindi sono addirittura una forma di ricompensa dovrebbero essere nei confronti di uno Stato e che però si basano su una clausola che è l’articolo 2 di necessario rispetto dei diritti umani per cui nel momento in cui questi diritti umani sono violati dovrebbe questo accordo ma non è neanche una questione di sanzionare a quel punto, è una questione di mera applicazione di quello che è scritto nell’accordo di associazione si tratta e onestamente io mi sento anche molto stretta e non mi riconosco ad esempio come giurista che si occupa di crimini internazionali non ha definizione di essere pro Palestina o addirittura contro Israele rifiuto assolutamente questo tipo di etichette non si tratta di essere pro qualcuno o contro qualcun altro si tratta di applicazione di regole del diritto.”


