Con gli eventi meteo sempre più estremi e frequenti a causa del cambiamento climatico (a cominciare dalle alluvioni), non è più il tempo per operare in emergenza. La prevenzione diventa fondamentale e il Consorzio che racchiude le imprese che hanno liberato le case dal fango in Toscana ed Emilia-Romagna ha proposto l’istituzione di un servizio di reperibilità totale al servizio dei cittadini. Una proposta raccolta dall’onorevole Erica Mazzetti, che spiega: “Siamo i migliori al mondo ad agire nell’emergenza, ora dobbiamo agire in prevenzione”.
Gli eventi meteo estremi, innescati dal cambiamento climatico, sono sempre più intensi e frequenti in Italia, e lo dimostrano soprattutto le alluvioni, con le conseguenze, anche tragiche, che comportano. C’è poi il tema dell’emergenza, con interi centri abitati che vengono duramente colpiti da allagamenti ed esondazioni, e di cui Toscana ed Emilia-Romagna, nel 2023, sono state casi assolutamente eccezionali. In questi territori, in situazioni emergenziali, hanno operato non solo istituzioni come Vigili del fuoco e Protezione Civile, ma anche gli spurghisti, chiamati a liberare le case dall’acqua e dal fango. Il Consorzio Spurghisti Associati (CSA), che raccoglie una cinquantina di imprese, ha lanciato una proposta alle istituzioni: un servizio di reperibilità totale, attivabile dai Comuni o dalle varie Protezioni civili sul territorio, che consenta di assistere immediatamente i cittadini in difficoltà garantendo prezzi calmierati anche per evitare casi di sciacallaggio da parte di aziende senza particolari scrupoli. Una proposta accolta e portata in Parlamento da Erica Mazzetti, deputata di Forza Italia e componente della VIII Commissione Ambiente della Camera.
“Sicuramente l’emergenza del dissesto idrogeologico è un grave problema in Italia: da troppi anni è stato abbandonato e invece il governo di centro-destra, da subito, lo ha voluto mettere al centro, investendo molte risorse e progettualità. Il Pnrr in parte lo ha messo a fuoco, ma soprattutto, da qualche mese, è nata una Commissione parlamentare di inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico. L’errore che spesso si fa è agire in emergenza, il nostro Paese su questo è il migliore al mondo ma dobbiamo agire in prevenzione. Ci stiamo lavorando molto, anche a livello di amministrazioni comunali che stanno facendo per la prima volta o devono ancora aggiornare i piani di Protezione civile. Questi però non devono essere semplici atti formali su carta, ma documenti dove si indica la strada giusta per pianificare e non arrivare all’emergenza” – ha spiegato l’onorevole Erica Mazzetti, deputata di Forza Italia – “Per quanto riguarda gli spurghisti, ne ero già a conoscenza ma ho visto che durante l’alluvione del 2023 sono stati fondamentali: con la tecnologia si può risolvere il problema in emergenza, ma occorre pianificare prima. Dobbiamo ragionare molto sulla sostenibilità economica in primis, ma anche sulla ragionevolezza ambientale: noi possiamo e dobbiamo risolvere i problemi ai cittadini quando siamo in emergenza, ma avendolo pianificato prima con atti e documenti essenziali e mettendo poi in atto tecnologia, sapienza e conoscenza. Cosa che stanno facendo molto bene gli spurghisti, è essenziale una sinergia tra pubblico e privato: occorre lavorare in prevenzione con la Protezione civile e poi, in emergenza, sapere cosa fare e farlo fare a persone competenti che hanno le tecnologie innovative in grado di risolvere i problemi dei cittadini e di difendere il territorio e l’ambiente“.
“Dovremmo avere una cura maggiore degli impianti fognari, ma tutto è a monte: quando facciamo gli interventi di aspirazione durante le emergenze, aspiriamo liquami e poi li riversiamo nelle fognature, ma senza una pulizia tempestiva delle fognature stesse, il liquame si sedimenta all’interno delle fogne e il problema successivo si verifica in caso di nuove alluvioni ed esondazioni” – il punto di Massimo Durgoni, presidente del Consorzio Spurghisti Associati – “L’incontro di oggi è atto a poter intervenire, perché noi abbiamo un grosso gap, tempistico e logistico. La Protezione civile deve ogni volta reperire delle azienda per svuotare scantinati e abitazioni alluvionati, vogliamo sopperire a questa problematica e puntiamo a diventare interlocutori diretti del governo per poter garantire un servizio celere, sicuro e che sia contro lo sciacallaggio di alcuni nostri colleghi, se li vogliamo chiamare così, che intervengono approfittandosi delle povere persone che in un momento di emergenza chiamano spurghisti che possono chiedere cifre che non sono calmierate. Il nostro intento è proprio quello di poter gestire tutte queste problematiche“.


