Sudan, 130.000 bambini senza accesso a cibo, acqua e cure mediche

Sudan, 130.000 bambini senza accesso a cibo, acqua e cure mediche

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In Sudan, nella regione del Darfur del Nord, le dimensioni raggiunte dalla guerra in atto spingono a parlare di crimini di guerra e contro l’umanità. Continue torture, stupri e la distruzione delle infrastrutture rendono la situazione esplosiva.

Quanto accade in Sudan ci riguarda da vicino secondo la vicepresidente della Commissione Esteri alla Camera, Lia Quartapelle, che ha partecipato a una conferenza stampa sulla situazione di El Fasher, capoluogo del Darfur del Nord, città assediata dalle milizie delle Forze di supporto Rapido che combattono contro l’esercito regolare sudanese. Nella città 260.000 persone sono intrappolate, 130.000 bambini, sono senza accesso a cibo, acqua e cure mediche.

Dal 15 aprile 2023, la guerra in Sudan ha provocato oltre 9 milioni di sfollati interni e 4 milioni di rifugiati, generando una delle peggiori crisi umanitarie al mondo e spingendo il Paese sull’orlo della carestia.

La vicepresidente della Commissione Esteri alla Camera ha dichiarato: “Secondo me ci sono degli impegni specifici che l’Italia deve assumersi prima di tutto col Sudan, prima di pensare ai paesi coinvolti nella regione. Finora l’Italia sulla crisi umanitaria in Sudan non ha fatto niente, non ha stanziato risorse in più, non si è fatta promotrice di nessun tipo di iniziativa diplomatica, politica, di pressione rispetto
alle parti, non si è attivata neanche per sostenere i paesi della regione, che sono paesi coinvolti dall’instabilità e dai flussi di profughi.

Quindi noi chiediamo prima di tutto un’attivazione del governo italiano su questo, più risorse per l’appello umanitario, un’iniziativa per un corridoio umanitario perché si permetta alla popolazione civile di uscire dal fascere, stiamo parlando di 260.000 persone, metà delle quali sono bambini.”

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