Life Muscles, l'allevamento delle cozze diventa sostenibile, già 100 tonnellate di calze trattate

Life Muscles, l’allevamento delle cozze diventa sostenibile, già 100 tonnellate di calze trattate

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100 tonnellate di calze in polipropilene trattate,  26 tonnellate di calze in biopolimero prodotte, 83.000 confezioni di cozze a marchio LIFE MUSCLES vendute e 1 milione di consumatori raggiunti. Sono i numeri del primo bilancio del progetto Europeo LIFE MUSCLES presentato a Rimini. Allevare le cozze con pratiche e strumenti sostenibili è quindi possibile, lo dimostrano i risultati del progetto.

Grazie a un impianto mobile di riciclo che ha già trasformato in nuove reti quasi 100 tonnellate di plastiche usate per l’allevamento delle cozze è possibile rendere più circolare l’allevamento. I mitilicoltori rimettono in mare queste reti e così possono risparmiare fino al 30% sulle spese di acquisto.

La sperimentazione è partita in Puglia e in Liguria e negli ultimi due anni ha dimostrato la possibilità di ridurre la dispersione delle calze in polipropilene usate nei vivai. Oltre al riciclo la la produzione di 26 tonnellate di calze in biopolimero biodegradabile e compostabile apre la strada a una mitilicoltura “a impatto zero”, dove ogni materiale può essere recuperato o reintegrato nel ciclo naturale.

 

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“Oggi si conclude un progetto importante e fortemente innovativo che apre interessanti prospettive nella filiera della mitilicoltura. Un percorso intenso di ricerca, sviluppo, collaborazione e sperimentazione – dichiara Giorgio Zampetti, Direttore Generale di Legambiente – che lascia in eredità nuovi strumenti che possono davvero rendere più sostenibile questa attività in Italia e in Europa.

Un modello che non soltanto risponde alle istanze ambientali e di economia circolare, ma offre un’opportunità concreta agli allevatori, alle imprese del riciclo e alla filiera agro-marina di innovarsi in modo competitivo, responsabile e sostenibile. L’impegno comune di imprese, mondo accademico, istituzioni e consumatori nel progetto, le 100 tonnellate di polipropilene avviate al riuso, le reti in biopolimero distribuite e gli allevatori coinvolti sono un importante passo concreto in questa direzione”.

“La mitilicoltura rappresenta un pilastro dell’economia ittica del mare Adriatico – sottolinea l’Assessora all’ambiente del Comune di Rimini, Anna Montini – Il modello innovativo messo a punto con questo progetto, a partire dal riciclo del polipropilene, passando alla produzione e sperimentazione di reti in biopolimero, può offrire benefici rilevanti anche alla nostra regione. Possiamo immaginare una mitilicoltura in Emilia-Romagna più efficiente e competitiva, capace di ridurre la dipendenza da materiali vergini e l’impatto delle plastiche in mare e di valorizzare una filiera che oggi, nella nostra regione, conta centinaia di allevatori e decine di aziende». Secondo studi recenti, l’Emilia-Romagna detiene circa il 34% della produzione nazionale di mitili, rendendo strategica la replicabilità del modello nelle sue acque”, conclude l’Assessora.

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