Nuovo allarme nucleare dovuto alla guerra in Ucraina: l’apposito scudo protettivo installato da qualche anno a Chernobyl non blocca più le radiazioni, anche se al momento sono scongiurate gravi conseguenze a lungo termine.
Ancora un allarme nucleare legato alla guerra in Ucraina. Questa volta, però, non riguarda la centrale di Zaporizhzhia, la più grande del territorio europeo (gestita da tecnici ucraini ma occupata dai russi sin dalla fine del febbraio 2022). Un drone russo, come confermato dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), ha danneggiato infatti lo scudo protettivo che circonda la centrale nucleare di Chernobyl e che era stato realizzato per impedire la diffusione delle radiazioni a partire dall’impianto interessato dal disastro dell’aprile 1986.
An IAEA team is criss-crossing Ukraine this month to assess the status of electrical substations critical for nuclear safety and security, following recent military attacks targeting energy infrastructure, Director General @rafaelmgrossi said today: https://t.co/7Hz4F1XSqN pic.twitter.com/9LE1StLpNc
— IAEA – International Atomic Energy Agency ⚛️ (@iaeaorg) December 5, 2025
L’episodio sarebbe avvenuto nello scorso febbraio, ma la conferma definitiva è arrivata dopo un’ispezione dei tecnici dell’Aiea la scorsa settimana. Rafael Mariano Grossi, direttore generale dell’Aiea, ha infatti spiegato: “L’ispezione ha confermato che la struttura ha perso i suoi componenti di sicurezza chiave, inclusa la capacità di contenimento, ma è stato riscontrato anche che non sono stati causati danni permanenti ai suoi sistemi di monitoraggio“. Nell’attacco, oltre ai danni riportati dalla struttura, era scaturito anche un incendio di notevoli proporzioni al rivestimento esterno.
La struttura di contenimento, realizzata in acciaio e costruita tra il 2016 e il 2019 con un costo di 1,5 miliardi di euro (finanziato in parte anche dall’Unione europea), al momento non è più in grado di bloccare le radiazioni. Per questo, ha spiegato Rafael Grossi, “nonostante siano state già effettuate alcune riparazioni, un ripristino completo, che includa anche misure per la protezione dell’umodità e un programma di controllo aggiornato della corrosione resta essenziale per prevenire un ulteriore degrado e la sicurezza nucleare a lungo termine“.
Widespread military activities overnight affected electricity grid and prompted Ukraine’s operating NPPs to reduce output.
DG @rafaelmgrossi reiterates call for military restraint to avoid a nuclear accident.— IAEA – International Atomic Energy Agency ⚛️ (@iaeaorg) December 6, 2025
La situazione resta quindi monitorata attentamente, anche se al momento i livelli di radiazione appaiono “normali e stabili“, e non sono state segnalate perdite. Lo stesso Rafael Grossi ha aggiunto che occorrerà migliorare il sistema di monitoraggio integrato automatico costruito sul reattore immediatamente dopo l’incidente. Inevitabile, come sempre dal febbraio 2022, anche il reciproco scambio di accuse tra Ucraina e Russia: Kiev sostiene che il drone responsabile del danneggiamento fosse russo, Mosca ha negato di aver mai attaccato l’impianto di Chernobyl.
Ukraine’s ZNPP temporarily lost all off-site power overnight, 11th time during military conflict, IAEA DG @rafaelmgrossi said.
ZNPP reconnected to 330 kV power line after half hour outage, but 750 kV line still disconnected.— IAEA – International Atomic Energy Agency ⚛️ (@iaeaorg) December 6, 2025
Se a preoccupare particolarmente in queste ore è la situazione dell’ormai ex centrale nucleare di Chernobyl, a Zaporizhzhia le cose non vanno meglio. L’Aiea ha fatto sapere infatti che la centrale ha momentaneamente perso tutta l’alimentazione elettrica esterna durante la notte tra venerdì 5 e sabato 6 dicembre, sempre a causa di attività militari nella zona. Rafael Grossi, ribadendo che si tratta dell’undicesimo episodio di questo tipo dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, ha spiegato che dopo circa trenta minuti la centrale è stata riconnessa a una linea elettrica da 330 kilovolt (kV), ma un’altra linea, da 750 kV, resta ancora scollegata. A causa dei danni alla rete elettrica ucraina, le centrali nucleari in attività sono state costrette a ridurre la loro potenza. Il direttore generale dell’Aiea, ancora una volta, ha lanciato un appello a ridurre le operazioni militari nelle zone più a rischio, per evitare possibili incidenti nucleari.
ZNPP reconnected to 750 kV off-site power line at 12:13pm local time following overnight outage, DG @rafaelmgrossi said.
ZNPP now again has two power lines available, which is crucial for nuclear safety https://t.co/Se7UQbYGKj— IAEA – International Atomic Energy Agency ⚛️ (@iaeaorg) December 6, 2025


