A Terni, istituzioni, imprese, università e centri di ricerca si sono incontrati per delineare lo sviluppo della filiera dell’idrogeno nella regione Umbria, per contribuire a far nascere un Hydrogen Valley.
A Terni si è svolto l’ ’Umbria Hydrogen Day’, un evento che ha riunito istituzioni, imprese, università e centri di ricerca per delineare lo sviluppo della filiera dell‘idrogeno nella Regione Umbria.
L’evento, promosso da Regione Umbria, con Sviluppumbria e l’Università degli Studi di Perugia, ha avuto come obiettivo il posizionamento dell‘Umbria come Hydrogen Valley, partendo da Terni per integrare azioni e risorse in linea con le politiche europee sulla transizione energetica.

A TeleAmbiente è intervenuto il prof.Alceo Macchioni, Pro Rettore Vicario di UniPg
“Un convegno molto importante – ha riferito Macchioni – lo scopo principale è mettere in piedi una filiera per coinvolgere tutti gli stakeholder che sono impegnati nell’ambito dell’idrogeno per poter, tutti insieme, contribuire a far nascere un Hydrogen Valley, che ha come base il territorio ternano, ma che poi serva a tutta la regione Umbria”.
“Questo – ha continuato il Prof. Macchioni – non è un compito facilissimo, perché l’idrogeno deve essere prodotto con dei processi che siano sostenibili dal punto di vista ambientale, ma non solo, perché lo devono essere anche dal punto di vista economico e sociale. Questo obiettivo si può raggiungere esclusivamente se tutti gli attori coinvolti vanno nella stessa direzione” .
“Gli attori – ha sottolineato Alceo Macchioni – sono le istituzioni, per esempio la Regione Umbria che ha voluto fortemente questa giornata e fortemente vuole la costituzione dell’ Hydrogen Valley umbra e poi ci sono le altre istituzioni, come l’Accademia, l’ Università degli Studi di Perugia, Sviluppumbria, che serve da collante per individuare le varie reti che possiamo avere all’interno della regione e poi ovviamente ci sono le aziende, che hanno un ruolo importantissimo e poi tutti quelli che hanno competenze in questo campo”.
“Credo – ha aggiunto Macchioni – che questo è un obiettivo che si può raggiungere, anche perché ci sono altri esempi di Hydrogen Valley che hanno avuto successo sia in Italia che in Europa, quindi lo possiamo fare ma, come ho detto, c’è bisogno dello sforzo di tutti e di grande collaborazione tra tutti gli attori”.
Idrogeno, integrato con altre soluzioni
“L’idrogeno – ha spiegato ancora il Prof. Macchioni a TeleAmbiente – è un vettore energetico, il che significa che va prodotto, quindi va prodotto da fonti rinnovabili, altrimenti non ha nessun senso. Dobbiamo produrre quello che viene chiamato idrogeno verde”.
“Una volta bruciato – ha proseguito – l’idrogeno non inquina perché produce acqua, ma anche tutto il processo produttivo deve essere, possibilmente, a zero emissioni di sostanze gassose come la CO2”.
“L’idrogeno – ha evidenziato Macchioni – non è la soluzione totale, ma deve affiancare le altre possibili soluzioni, quindi integrare le altre soluzioni che possiamo avere, come l’elettrico, l’idrolettrico, il fotovoltaico”.
“Non è che dobbiamo sostituire tutti i processi che necessitano di energia con l’idrogeno – ha concluso il prof. Macchioni – ma senza dubbio può dare un contributo importante alla società”.
La Regione Umbria ha ottenuto 10 milioni di euro dal ministero dell’Ambiente per produrre idrogeno verde in aree dismesse, tramite il Progetto Bandiera Hydrogen Valley del Pnrr.


