Ecco perché l'orso bruno marsicano è sempre più confidente

Ecco perché l’orso bruno marsicano è sempre più confidente

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Secondo una ricerca dell’Università degli Studi di Ferrara, l’orso bruno marsicano è confidente a causa della millenaria convivenza con l’essere umano. Antonelli (WWF Italia): “Fondamentale preservarne l’integrità biologica”.

Che l’essere umano stia contribuendo alla distruzione degli habitat naturali, soprattutto attraverso l’eccessivo consumo di suolo per costruire nuovi edifici, è cosa nota. Nonostante la sua presenza ingombrante, però, Homo sapiens riesce a influenzare i percorsi evolutivi della fauna selvatica. Già, perché secondo una ricerca dell’Università degli Studi di Ferrara, l’orso bruno marsicano endemico del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise è più piccolo e meno aggressivo rispetto all’orso bruno residente negli Stati Uniti d’America o in Slovacchia a causa della convivenza millenaria con agricoltori e allevatori.

Alla base della tesi della scoperta pubblicata sulla rivista scientifica “Molecular Biology and Evolution” della Oxford University Press, c’è un confronto tra il genoma del plantigrado del Centro Italia e il genoma del plantigrado del Vecchio e del Nuovo Continente. Secondo i risultati dell’analisi, l’esemplare appartenente a una sottospecie animale endemica dello Stivale ha una maggiore consanguineità rispetto a qualsiasi altro esemplare sul pianeta Terra. Da qui, quindi, oltre a un corpo più minuto, un atteggiamento meno conflittuale. Un cambiamento scritto, quest’ultimo, insomma, nel suo DNA. Fondamentale, a maggior ragione, la tutela di un animale considerato, a causa degli appena 50 individui in vita, a rischio di estinzione.

La ricerca dell’Università degli Studi di Ferrara dimostra ancora una volta l’unicità dell’orso bruno marsicano. Da un lato, ciò rappresenta un fattore positivo, perché testimonia la sua preziosità, mentre, dall’altro lato, sottolinea la sua fragilità. Il motivo? Gli esemplari tendono a riprodursi tra loro da tanto, troppo, tempo. Di conseguenza, la variabilità genetica del plantigrado sta calando drasticamente con seri rischi per la sua sopravvivenza. Inoltre, secondo gli scienziati dell’Università degli Studi di Ferrara, alcuni geni presenti solo e soltanto nell’orso bruno marsicano codificano un suo comportamento particolarmente mansueto. Ovviamente ciò non significa che questo animale selvatico è un pet, bensì che la sua convivenza con l’essere umano dura ormai da millenni“, afferma a TeleAmbiente il Responsabile Grandi Carnivori del WWF Italia, Marco Antonelli.

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