TV locali, l’altra faccia della manovra: “700 posti a rischio”

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L’Associazione Tv Insieme: “Mentre i grandi gruppi festeggiano, 45 emittenti e 700 lavoratori restano senza tutele. Serve subito il Fondo di Resilienza”.

C’è una parte consistente dell’emittenza locale italiana che oggi non ha nulla da festeggiare. Mentre le associazioni che rappresentano i grandi poli editoriali esprimono “vivo apprezzamento” per i 20 milioni di euro recuperati in Legge di Bilancio, l’Associazione nazionale Tv Insieme esprime profonda preoccupazione e sconcerto.

Quell’emendamento, così come approvato, non salva il settore: si limita a rafforzare chi è già forte. La realtà dei fatti è un’altra: 45 emittenti televisive, che presidiano i territori da Nord a Sud, restano quasi totalmente escluse dai benefici di questa manovra. Per queste realtà, il rischio di chiusura è immediato e concreto, con il conseguente licenziamento di 700 lavoratori, giornalisti e operatori digitali, che oggi non hanno alcuna certezza sul proprio futuro.

“Non possiamo unirci al coro di soddisfazione di chi ha visto crescere i propri bilanci”, dichiara l’Associazione Tv Insieme. “Siamo estremamente preoccupati. Per un terzo delle Tv locali italiane, che garantiscono l’informazione di prossimità, non è stato fatto nulla. Nella confusione della Commissione Bilancio al Senato, è passato un principio che premia le rendite di posizione ma ignora il pluralismo reale”.

L’Associazione ricorda che erano stati presentati tre emendamenti specifici per istituire il “Fondo di Resilienza”, con mesi di interlocuzioni: un emendamento della senatrice Maria Nocco di Fratelli d’Italia; un secondo emendamento a firma dei senatori Giorgio Maria Bergesio, Roberto Marti, Marco Drosto, Elena Testor e Mara Bizzotto della Lega; e un terzo emendamento del sen. Roberto Rosso di Forza Italia.

Quello strumento era l’unico in grado di salvaguardare i 700 posti di lavoro oggi appesi a un filo. È inaccettabile che tali istanze siano state sacrificate, lasciando un terzo del comparto nel baratro. Il problema resta aperto e la tensione nelle redazioni è altissima. L’auspicio dell’Associazione nazionale Tv Insieme è che il Governo e il Parlamento correggano questa rotta il prima possibile.

La solidarietà del Comitato esecutivo del CNOG alle tv locali

CNOG tv locali

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