Non mancano alcuni aspetti critici (come le esigue risorse stanziate e la mancanza di fondi per la formazione specialistica delle Forze di polizia impegnate a contrastare i crimini), ma si tratta di due piccoli passi in avanti sul fronte della tutela del benessere degli animali.
Due buone notizie sul fronte della tutela del benessere degli animali dalla Legge di bilancio. Da un lato, lo stanziamento di fondi destinati al contrasto dei combattimenti tra gli animali. Dall’altro, un apposito fondo per andare a sostenere le pratiche cage-free negli allevamenti italiani. Le risorse, a dirla tutta, sono esigue, ma si tratta comunque di un piccolo passo in avanti che viene ovviamente salutato con favore da Humane World for Animals Italia e da Fondazione Cave Canem, le due organizzazioni che hanno promosso il progetto ‘Io non combatto’.
Come spiega Humane World for Animals Italia, l’approvazione dell’emendamento 42.0.23 alla Legge di bilancio (articolo 1, commi 847 e 848), con prima firmataria la senatrice del Movimento 5 Stelle, Anna Bilotti, consentirà di allocare un milione di euro nel 2026 e la stessa cifra anche nel 2027, per coprire i costi di custodia derivanti dal sequestro e dalla confisca degli animali impiegati nei combattimenti. Alla repressione dei crimini contro gli animali, infatti, va accompagnato infatti anche il recupero (anche comportamentale) degli animali, che devono essere necessariamente affidati a strutture gestite o affiancate da Enti del Terzo Settore. C’è però una piccola pecca: rispetto alla prima versione dell’emendamento della senatrice Bilotti, non sono previsti fondi per la formazione specialistica dei militari dell’Arma dei Carabinieri impegnati nella repressione dei combattimenti tra animali.
Da anni, Humane World for Animals Italia e Fondazione Cave Canem collaborano al progetto ‘Io non combatto‘, con azioni a 360°, incentrate sulla erogazione di borse di studio, sui corsi di formazione per le Forze di polizia, sui percorsi di riabilitazione degli animali (in primis cani) coinvolti, ma anche organizzando conferenze, webinar e campagne di informazione e sensibilizzazione destinate ai cittadini. “Accogliamo con soddisfazione l’approvazione dell’emendamento della senatrice Bilotti, che fornisce risorse concrete per il recupero comportamentale degli animali impiegati nei combattimenti. Aiuti come questi sono fondamentali per sostenere le strutture in grado di accogliere gli animali, farli lavorare con professionisti specializzati e garantire loro una reale possibilità di riscatto. Un carico che ad oggi grava in modo sbilanciato sugli Enti del Terzo Settore e sulla società civile, soprattutto alla luce delle frequenti difficoltà, da parte della Magistratura, a sostenere i costi di custodia” – il commento di Martina Pluda, direttrice di Humane World for Animals Italia, e di Federica Faiella, presidente della Fondazione Cave Canem – “Purtroppo, nella versione approvata dell’emendamento non è stato possibile inserire anche i fondi per la formazione delle Forze di polizia dedite al contrasto di questo fenomeno criminoso, come avevamo proposto e come previsto nel testo originale della senatrice Bilotti. Sulla base dell’esperienza maturata con il progetto ‘Io non combatto’, crediamo che competenze dedicate e aggiornate possano rendere l’azione di prevenzione e repressione ancora più efficace e sistematica. Per questo, sebbene il finanziamento alla formazione specialistica non abbia ricevuto fondi pubblici in questa fase, riteniamo che esso resti un asse di miglioramento prioritario e un obiettivo concreto per il prossimo anno“.
Il tema, d’altronde, è particolarmente sentito all’interno della società civile, come dimostra la sensibilità sempre più crescente sul tema del benessere animale. Secondo l’ultimo Eurobarometro, il 91% dei cittadini italiani è contrario all’uso delle gabbie individuali negli allevamenti, e l’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) ‘End the Cage Age’ ha raccolto 1,4 milioni di firme. “Nonostante la dotazione limitata, il fondo cage-free è ora istituito per legge, adesso però serve più ambizione. In attesa di una legislazione Ue completa, è essenziale accelerare il processo fornendo incentivi per favorire il passaggio a sistemi senza gabbie. I cittadini e le cittadine vogliono questo cambiamento” – aggiungono le associazioni – “Milioni di animali costretti a un’esistenza di sofferenza e privazione nelle gabbie attendono disperatamente migliori standard di tutela. Con uno stanziamento economico realmente adeguato, il settore zootecnico può e deve inderogabilmente e a maggior ragione muoversi verso modelli che tengano maggiormente in conto il benessere animale. Come organizzazioni per la protezione degli animali siamo pronte a collaborare con Governo e Parlamento per rendere possibile questa transizione. Lavoreremo affinché il fondo venga mantenuto e incrementato negli anni futuri“.


