A Narni, in provincia di Terni, primo incontro di approfondimento del progetto N.A.S – Natura, Ambiente e Salute. Con il dott. Massimo Formica si è parlato di determinanti patogenetici, con un particolare focus su micro e nano plastiche.
A Narni (Tr) presso la sala conferenze del Coworking Creative Spaces by Joysana si è svolto il primo convegno dal titolo ‘Ambiente e Salute: determinanti patogenetici’, che ha avviato ufficialmente il ciclo di appuntamenti del Progetto N.A.S. – Natura Ambiente Salute, un percorso di incontri gratuito e aperto a cittadini, medici, scuole, imprese e istituzioni.
I determinanti patogenetici ambientali comprendono tutti quei fattori legati all’ambiente – aria, acqua, suolo – che, uniti al clima, condizioni sociali e stili di vita, incidono profondamente sul nostro benessere psicofisico.
Relatore di questo primo appuntamento è stato il Dott. Massimo Formica, medico ambientale, referente Assimas Umbria e membro Isde – Medici per l’Ambiente.

Massimo Formica è intervenuto ai microfoni di TeleAmbiente: “Si tratta di micro e nanoplastiche, quindi quasi dell’invisibile, abbiamo sottovalutato per tanto tempo la diffusione dell’inquinamento matriciale”.
“Ora è arrivato il momento innanzitutto di rendere consapevoli le persone del pericolo – ha sottolineato il dottor Formica – anche perché queste, in certi limiti possono essere anche parzialmente eliminate dal corpo, ma anche soprattutto perché questo sia un caveat per le forze politiche, nella logica di un controllo a monte dell’inquinamento stesso”
I dati
“I dati – ha riferito il dottor Massimo Formica a TeleAmbiente – per molte sostanze plastiche e assimilabili alle plastiche, sono di una contaminazione di quasi il 90% della popolazione, quindi stiamo parlando di dati che fanno tremare le vene ai polsi. È arrivato il momento di cominciare una seria disincentivazione di produzione delle plastiche e del loro utilizzo, favorendo la loro sostituzione, perché in molti casi, la plastica è sostituibile. Quindi dobbiamo lavorare e spingere, anche la popolazione, ad autodifendersi perché anche le campagne di sensibilizzazione in questo campo sono oggettivamente carenti”.
“Se abbiamo micro plastiche nel sangue – ha spiegato il dottor Massimo Formica – uno dei distretti che è sostanzialmente interessato è quello cardiovascolare, con problemi cardio metabolici severi che possono arrivare allo strocke oppure all’infarto cardiaco. Oppure abbiamo il rischio di un’alterazione a livello intestinale con sviluppo oncogenetico di cancro del colon e naturalmente fenomeni dismetabolici, perché sappiamo che il microbiota è collegato alla immunomodulazione e alla neurotrasmissione”.
“Possono inoltre – ha aggiunto – anche essere di significato a livello cerebrale, perché a livello cerebrale, ci può essere un accumulo di queste sostanze, soprattutto delle nanoplastiche con patologie induttive anche estremamente severe in termini di neurodegenerazione, come per esempio l’Alzheimer”
Ci sono degli esami appositi per capire se effettivamente abbiamo micro plastiche nel sangue?
“Si può lavorare per la ricerca specifica, ci sono tecniche particolari – ha ricordato Massimo Formica a TeleAmbiente – come per esempio la Raman che permette la valutazione attenta delle micro e nanoplastiche depositate”.
“Sono stati fatti studi a livello placentare, a livello cerebrale – ha concluso il dottor Massimo Formica – e naturalmente anche su quelli che sono referti autoptici. La percentuale di associazione di micro e nanoplastiche nei bambini morti di morte improvvisa e del 100%.”.


