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Italia devastata dal ciclone Oriana. Crolla l’Arco dell’Amore di Melendugno

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Il ciclone Oriana ha colpito duramente l’Italia nell’ultimo weekend, tornando a martoriare principalmente il Sud già flagellato dagli effetti di Harry. Una piccola, buona notizia da Niscemi: recuperata la croce crollata nei giorni scorsi. In visita in mattinata anche la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

Il ciclone Oriana colpisce duramente l’Italia, tornando a flagellare soprattutto le Regioni del Sud nel weekend di San Valentino. Neanche il tempo di gestire l’emergenza causata dalla fine di gennaio dal ciclone Harry, che l’Italia meridionale si ritrova nuovamente in ginocchio. Questa volta, le frane causate dalle piogge abbondanti su un territorio sempre più fragile non hanno risparmiato neanche le regioni centrali, come l’Umbria, dove nella notte tra sabato 14 e domenica 15 è crollata una porzione delle mura del Castello di Fabro, in provincia di Terni, con alcune abitazioni rimaste senza energia elettrica.

Il triste simbolo di quanto accaduto nelle ultime ore del giorno di San Valentino è però senza dubbio quanto accaduto a Melendugno, in provincia di Lecce, dove le piogge incessanti e una violenta mareggiata hanno letteralmente cancellato l’arco dei faraglioni di Sant’Andrea, più noto come Arco dell’Amore. Uno dei luoghi più iconici e suggestivi del Salento, che ogni anno richiamava migliaia e migliaia di turisti da tutta Italia e non solo, è crollato sbriciolandosi in acqua.

Frane e smottamenti si sono verificati ovunque, nelle grandi città come nelle aree interne del Paese. Tutte le Regioni del Centro e del Sud hanno infatti registrato movimenti franosi e, in molti casi, si è dovuto procedere all’evacuazione di diverse centinaia di persone, residenti nelle aree più a rischio. Da oltre una settimana, ad esempio, preoccupa non poco la situazione della Costiera Amalfitana, che dal 1997 è Patrimonio dell’Umanità ed è caratterizzata non solo dalla bellezza dei suoi paesaggi mozzafiato, ma anche e soprattutto da una gravissima fragilità dal punto di vista idrogeologico. La frana più grave si è verificata tra Vietri sul Mare e Cetara, interrompendo la Strada Statale 163 Amalfitana, ma non è l’unico smottamento ad essersi verificato nella zona nei giorni scorsi.

Da decenni, in Italia, non si verificava un inverno così piovoso, e gli effetti sono drammaticamente visibili un po’ in tutto il territorio nazionale. Emergenza senza fine in quelle Regioni, come Sicilia, Sardegna e Calabria, che erano già state duramente colpite dal ciclone Harry. In pochi giorni, sono stati diverse migliaia gli interventi di Vigili del fuoco, Protezione civile, forze dell’ordine e forze armate, chiamate a soccorrere i residenti in difficoltà, spesso intrappolati nelle loro case, e a mettere in sicurezza infrastrutture e alberi pericolanti o crollati. Nelle ultime ore, ad essere particolarmente colpita è stata la Calabria, con il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, che ha presentato la richiesta dello stato di emergenza, ricevendo in tempi rapidissimi l’ok del governo. Prima che l’Esecutivo possa stanziare i fondi per l’emergenza, occorre però attendere la chiusura, prevista nella prossime ore, di una apposita istruttoria presso il Dipartimento di Protezione civile.

Il drammatico weekend appena concluso svela, semmai ce ne fosse bisogno, un’Italia assolutamente fragile in tutto il suo territorio, e non solo nelle aree interne, collinari e montane. Un esempio chiarissimo è quello di Roma, che dal centro alla periferia mostra evidenti criticità dal punto di vista idrogeologico. Nella tarda serata di giovedì 12 febbraio, a Formello, è crollato un muro di contenimento alto circa dieci metri, che ha ceduto per un fronte di venti metri travolgendo un’abitazione sottostante, uccidendo il 58enne Umberto D’Errico e ferendo altre due persone. Tragedia fortunamente solo sfiorata, invece, a Montesacro, dove il muro perimetrale di un edificio privato è crollato sui dehors di un locale: l’area era stata interdetta in via precauzionale solo pochi giorni prima, proprio a causa del grave rischio, da parte del III Municipio, e questo ha impedito gravi conseguenze per l’incolumità delle persone.

Mentre il Centro-Sud veniva travolto da piogge incessanti e violente raffiche di vento, nelle Regioni del Nord si sono verificate diverse valanghe, la maggior parte delle quali senza conseguenze. A Courmayeur, però, tre sciatori sono stati travolti e uccisi da una slavina, mentre un’altra valanga nei pressi di Madesimo, in provincia di Sondrio, ha travolto quattro persone, di cui una, un turista proveniente da Milano, ancora manca all’appello.

In queste ore drammatiche e concitate, c’è spazio per una piccola, buona notizia. A Niscemi, mentre il fronte della frana avanza, proseguono tutti i possibili interventi di messa in sicurezza da parte dei Vigili del fuoco, che hanno anche recuperato la croce simbolo della zona, crollata una settimana fa. Innalzata in memoria della chiesa crollata in seguito alla frana del 1997, la croce era precipitata frantumandosi in un punto particolarmente sconnesso e instabile. Nell’area più pericolosa è stato utilizzato un robot in dotazione alla polizia, che ha consentito di non esporre il personale a rischi ulteriori ed evitabili. Una volta recuperata, la croce è stata trasportata in una zona sicura e poi riconsegnata direttamente al sindaco Massimiliano Conti. A Niscemi, come nelle altre aree limitrofe, colpite dal ciclone Harry all’inizio di febbraio, è arrivata in visita anche la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

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