Donald Trump contro le politiche ambientali: il presidente degli Stati Uniti è pronto a cancellare l’”Endangerment Finding”, che dava al governo il potere di limitare le emissioni di gas serra.
Negli Stati Uniti termina la battaglia contro il riscaldamento globale. Donald Trump ha annunciato di voler cancellare l’“Endangerment Finding”, il documento scientifico firmato nel 2009 da Obama che considerava le emissioni di gas serra una minaccia per l’ambiente e la salute pubblica.
Per quasi 17 anni, la norma – basata su oltre 200 pagine di evidenze scientifiche – ha costituito il fondamento giuridico per tutte le regolamentazioni sulle emissioni, dando al governo degli Stati Uniti il potere di limitare l’inquinamento causato da auto, centrali elettriche, pozzi di petrolio e gas.
Secondo la comunità scientifica, queste emissioni sono responsabili della crisi climatica, alimentando ondate di calore, siccità, incendi e fenomeni meteorologici sempre più frequenti e intensi.
La Casa Bianca sostiene che con cancellazione dell’Endangerment Finding le imprese risparmieranno fino a mille miliardi di dollari, soprattutto l’industria automobilistica. Non ci sono però dettagli su come sia stata calcolata questa cifra.
A calcolare le conseguenze di questa decisione è stato, l’Environmental Defense Fund, secondo cui l’abrogazione del documento potrebbe far aumentare le emissioni statunitensi del 10% nei prossimi trent’anni, con conseguenze sanitarie pesanti. Una crescita simile potrebbe portare fino a 58.000 morti premature e 37 milioni di attacchi d’asma aggiuntivi entro il 2055. Nonostante l’allarme dell’organizzazione no profit, il governo statunitense continua a sostenere una posizione apertamente negazionista.
A Fox Business, il segretario agli Interni Doug Burgum ha detto: “La CO2 non è mai stata un inquinante. Quando respiriamo, emettiamo CO2. Le piante hanno bisogno di CO2 per sopravvivere e crescere. Prosperano con più CO2”. Una tesi contestata da anni dagli scienziati: anche se è vero che l’anidride carbonica fa parte dei cicli naturali, l’aumento straordinario delle concentrazioni atmosferiche sta alterando gli equilibri climatici, e di conseguenza si intensificano gli eventi estremi e aumenta lo scioglimento dei ghiacciai.
Le opinioni del tycoon sulla crisi climatica e sulle azioni a tutela dell’ambiente sono già note da tempo. In passato, Trump ha definito il cambiamento climatico “una bufala” e, lo scorso settembre, durante l’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York, aveva ribadito che le politiche ambientali sono “una follia”, ribadendo che il cambiamento climatico “è la più grande truffa mai perpetrata al mondo”.
Dopo l’uscita degli USA dagli Accordi di Parigi e l’abbandono del Trattato sul Clima delle Nazioni Unite, Trump sta proseguendo nella sua lotta “anti ambientalista” a colpi di spugna, cancellando regolamenti e continuando a sostenere tesi negazioniste.
Le reazioni politiche sono state immediate, a partire da quella sui social di Barack Obama: “Saremo meno sicuri, meno sani e meno capaci di combattere il cambiamento climatico, il tutto affinché l’industria dei combustibili fossili possa fare ancora più soldi”.
Today, the Trump administration repealed the endangerment finding: the ruling that served as the basis for limits on tailpipe emissions and power plant rules. Without it, we’ll be less safe, less healthy and less able to fight climate change — all so the fossil fuel industry can…
— Barack Obama (@BarackObama) February 12, 2026
A scagliarsi contro la decisione di Trump è stato anche il governatore della California, Gavin Newsom, che ha promesso battaglia legale: “Se questa decisione sconsiderata dovesse superare le cause legali, porterà a più incendi boschivi mortali, più morti per caldo estremo, più inondazioni e siccità causate dal clima e maggiori minacce per le comunità in tutto il paese”.


