A Roma è stato organizzato un corso di formazione per giornalisti dedicato al festival di Sanremo, un focus su come si racconta, da dietro le quinte, uno degli appuntamenti più importanti d’Europa. Tra i relatori anche il direttore della comunicazione Rai, Fabrizio Casinelli. Tra gli ospiti, Giacomo Serrano D’Aversa di 10 anni, un piccolo grande conoscitore della kermesse
Nei giorni scorsi a Roma, presso la sede della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, si è svolto un coinvolgente e partecipato corso di formazione dedicato ai giornalisti intitolato ‘A un passo dal Festival: Sanremo senza filtri’.

La mattinata è stata ideata ed organizzata da Tina Rossi editrice di ZetaTiElle Magazine e moderata dal consigliere nazionale della F.N.S.I Tommaso Polidoro.
Un approfondimento in cui si è parlato del dietro le quinte, di una delle kermesse più conosciute d’Europa, di come operano gli addetti ai lavori e del perché, questa grande manifestazione di cultura e costume, è molto più di un festival di canzoni.
Tanti gli esperti del settore che hanno portato il loro contributo, tra questi anche il discografico Gianni Testa, la giornalista Giorgiana Cristalli, il giornalista Antonio Di Trento ed il Direttore della comunicazione Rai, Fabrizio Casinelli.
“Non è soltanto la musica la parte centrale del festival – ha detto Casinelli a TeleAmbiente – ma è anche un evento culturale tra i più importanti in Europa. Sicuramente la città di Sanremo anche quest’anno vivrà cinque giorni molto importanti, così come tutta la nazione. Siamo sicuri che quello che vedremo a Sanremo avrà comunque una cassa di risonanza importante, in tutto il territorio, anche grazie a voi e a tutti i colleghi della stampa nazionale”.
“È un appuntamento – ha aggiunto – a cui stiamo lavorando e sono convinto che, come lo scorso anno, sarà una grande edizione di Sanremo”.
Sanremo non è festival, ma è l’Italia che racconta se stessa
“È l’Italia che racconta se stessa – ha evidenziato Fabrizio Casinelli – l’Italia che si specchia, l’Italia attraverso quei cinque giorni mette in scena quelli che sono, da sempre, i suoi punti di forza, come il turismo, la musica”.
“Chiaramente – ha continuato – anche la musica rientra a pieno diritto nella cultura e quindi è un momento importante anche per la cultura italiana, dove la musica ha avuto sempre un ruolo principale. Quest’anno, questa cosa, l’abbiamo voluta anche evidenziare con tutta la campagna di promozione perchè ‘tutti cantano Sanremo’ e quindi abbiamo voluto unire i conservatori alla musica pop, alla musica leggera”.

Tra gli ospiti anche un giovanissimo appassionato e conoscitore del Festival di Sanremo, Giacomo Serrano D’Aversa di 10 anni
“La passione – ha raccontato Giacomo a TeleAmbiente – è nata grazie ai miei genitori che sono sempre stati appassionati del Festival. Nel 2023, quando avevo solamente sette anni, l’ho guardato con loro e mi ha colpito e poi quando è finito mi sono documentato su tutti i vincitori del passato”.
“So anche di chi è stata l’idea di inventare il Festival – ha sottolineato Giacomo Serrano D’Aversa – si tratta di Amilcare Rambaldi. Amilcare era un esportatore di fiori, un appassionato di musica ed un cliente del Casinò. Vedeva che il suo intrattenimento preferito e quello degli altri clienti era la musica e quindi chiamò la Rai e gli disse proprio queste parole: “e se facessimo un Festival?”. La Rai accettò la proposta di Amilcare e dal 1951 iniziò la prima edizione”.
Giacomo è una vera enciclopedia del Festival di Sanremo
“Tra le mie canzoni preferite – ha proseguito il giovane conoscitore del Festival – ci sono: ‘Nel blu dipinto di blu’, scritta da Domenico Modugno e Franco Migliacci, con cui nel 1958 Domenico Modugno e Jonny Dorelli vinsero Sanremo ed una del 2023, ‘Due vite’ di Marco Mengoni, canzone scritta da Marco Mengoni, Davide Petrella e Davide Simonetta”.
“Nel 1958 il Festival lo presentavano Gianni Agus e Fulvia Colombo – ha precisato Giacomo – mentre nel 2023, conduceva Amadeus“.
“E poi ancora altre due curiosità – ha concluso Giacomo Serrano D’Aversa sempre a TeleAmbiente – dal 1951 al 1954 il Festival si fece in radio, dal 1955 in poi si fece sempre in TV. Dal 1951 al 1976 si fece al Casinò e dal 1977 in poi all’Ariston, solo nel 1990 si fece al Palafiori”.
Infine Giacomo, attraverso le telecamere di TeleAmbiente, ha fatto un appello al direttore artistico del Festival, Carlo Conti
“Ciao Carlo, sono Giacomino e sono un bambino esperto del Festival di Sanremo. Il mio sogno è quello di salire sul palco del teatro Ariston per mostrare il mio talento. Dal 2023, da quando avevo solo sette anni, il mio sogno è questo. Portami a Sanremo”.


