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Roma, a Torre Angela il primo Bosco Rosso d’Italia

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Si tratta di un’iniziativa particolare e innovativa, ideata e lanciata dall’Associazione Algaxia, che si sta per diffondere anche nel resto del nostro Paese (e non solo). Ecco in cosa consiste.

Parte da Torre Angela, nel VI Municipio di Roma, il primo Bosco Rosso d’Italia. Si tratta di un progetto che unisce l’amore per la natura al contrasto dei reati e soprattutto della violenza, a cominciare da quella di genere. A idearlo e lanciarlo è stata l’Associazione Algaxia, che con il supporto delle istituzioni e il finanziamento di sponsor privati sta per realizzare un’iniziativa assolutamente innovativa, basata anche sulle più moderne tecnologie disponibili, che vedrà la luce presso il Giardino Carlo Tufilli.

Oggi siamo qui a inaugurare il primo cantiere di apertura per la realizzazione di un Bosco Rosso. Il Bosco Rosso è un progetto ideato dalla nostra associazione, pensato sul concetto del Wood Wide Web, una rete connessa di alberi sotto il suolo. Noi abbiamo voluto riportarlo in superficie, creando una rete di persone con la natura. Una natura che ci risponde in modo ancestrale. Il Bosco Rosso nasce per rispondere al degrado e alla violenza nei parchi, è un progetto che vuole contrastare ogni forma di violenza, con particolare attenzione verso quella di genere e contro le donne” – ha spiegato Sabrina Zolla, presidente dell’Associazione Algaxia – “Ciò che rende vivo il Bosco Rosso, di fondo, è la biofilia. Abbiamo anche i nostri partner come Sima (Società Italiana di Medicina Ambientale), Aib (Accademia Italiana di Biofilia), ViviEco e altri. Il concetto principale è la biofilia, la necessità dell’uomo di avere il contatto con la natura. Abbiamo voluto introdurre degli elementi per fare prevenzione e deterrenza, abbiamo pensato all’innovazione, quindi un sistema di videosorveglianza basato sull’intelligenza artificiale, capace di riconoscere dei comportamenti, con rispetto del GDPR. Questo sistema individua un parterre di pericoli, non importa chi sei ma cosa fai: se tu spingi o comunque aggredisci una persona, sei a terra privo di sensi o hai un’arma da fuoco in mano, il sistema allerta in automatico e in tempo reale le forze dell’ordine, mentre allo stesso tempo viene emesso un suono, mediante gli impulsi bioelettrici di tre alberi (l’acero, il frassino e la quercia). Questo suono viene diffuso nel parco per avvisare chi è all’interno o nei dintorni che qualcosa sta succedendo, e dà il tempo di arrivare alle forze dell’ordine, coprendo anche quel buio e dando modo ai cittadini di intervenire con il soccorso diretto o tramite telefonate“.

In più, c’è tutta una rete di associazioni che poi rende vivo il luogo, con spettacoli, l’angolo della lettura, l’angolo teatrale, stiamo organizzando anche dei tornei e verranno installati tavoli da ping pong, oltre a panchine con giochi da tavolo. Un modo di tornare ai vecchi valori e di staccarci un po’ anche dai cellulari. Il Bosco Rosso è questo, abbiamo scritto anche altri moduli, come quello che parla dei sentieri: aree più piccole, ancora più periferiche, ma che hanno bisogno di essere riqualificate. Tutto questo per tornare sul concetto del Wood Wide Web, che è questa rete che si diffonde” – ha aggiunto la presidente dell’Associazione Algaxia – “Stiamo lavorando anche ad un altro modulo, che interessa le strade urbane, e di questo ne parleremo più avanti. Da una ricerca approfondita che abbiamo fatto, il sistema del Bosco Rosso è una novità assoluta in tutta Europa, tanto che ci stiamo estendendo e anche in Germania nascerà un Bosco Rosso. Abbiamo individuato un’area, ne stiamo parlando con il Comune e stiamo lavorando anche su questo“.

Questo è un progetto innovativo, unico in Italia, indirizzato al contrasto di ogni forma di violenza e di illegalità. Siamo stati molto felici di sposare il progetto dell’Associazione Algaxia” – il punto di Nicola Franco, presidente del Municipio Roma VI Delle Torri – “Ci tengo a sottolineare che questo progetto è a costo zero per i cittadini, perché è tutto a carico del privato, con aziende che hanno concesso dei fondi, quindi è una cosa nuova, bella e meritevole“.

La prevenzione resta fondamentale, chiaramente la repressione serve ma il reato in quel caso è stato già commesso e c’è già una vittima” – il commento di Lamberto Giannini, prefetto di Roma – “Utilizzare la tecnologia per aumentare il livello di prevenzione è sicuramente importante e farlo in questo territorio assume una valenza ancora più significativa perché qui è in corso una vera lotta, spazio per spazio, per riacquisire la legalità. E su questo c’è l’impegno forte da parte di tutti noi, quindi io ringrazio molto per questa iniziativa che sosterremo“.

Abbiamo sostenuto da subito questo progetto del Bosco Rosso. Un progetto straordinario, pensato per le periferie, per riqualificare posti come il Parco Tufilli un po’ abbandonati a loro stessi” – ha spiegato Civita Di Russo, vice capo di Gabinetto vicario del presidente della Regione Lazio – “Questo è un modo di farli rivivere in sicurezza, oggi la gente, il popolo, ci chiede questo: sicurezza. Lo fanno quasi urlando, anche se non urlano, ma noi quelle urla le ascoltiamo e quindi realtà come queste sono giuste, per questo siamo qui a dare supporto“.

Prevenire è meglio che curare, lo sappiamo per esperienza e l’antica saggezza vale per ogni ambito. L’attività, qui nel Bosco Rosso, riguarda la prevenzione come luogo, ma il luogo è abitato da persone e le persone devono essere a conoscenza ed educate alla prevenzione, prima della violenza. Perché va bene individuare i responsabili dei reati, va bene la certezza della pena, ma è bene evitare in primis che una persona diventi vittima” – il commento di Mauro Tonini Cardinali, presidente dell’Associazione Subito Sicuri – “Questo parte dai comportamenti, non è così difficile come in realtà molte persone pensano, ci sono alcune regole, alcune semplici linee guida per fare un grande scatto verso la sicurezza e permettere a tutti di poter vivere la città in modo più tranquillo, libero e sereno“.

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