pronto intervento ambientale

Pronto Intervento Ambientale, il convegno alla Camera

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Organizzato dall’Intergruppo parlamentare per lo Sviluppo Sostenibile, il convegno Pronto Intervento Ambientale ha coinvolto istituzioni, operatori del soccorso, esperti tecnici e sanitari. Un confronto e una collaborazione per garantire la sicurezza dei cittadini, a partire dalla salute dell’ambiente, non solo nell’ottica dell’emergenza, ma soprattutto per quanto riguarda la prevenzione.

In un Paese in cui i rischi ambientali sono sempre maggiori, è essenziale potenziare sia la prevenzione che la risposta nell’emergenza. Anche per questo, l’Integruppo parlamentare per lo Sviluppo Sostenibile ha organizzato, a Montecitorio, il convegno ‘Pronto Intervento Ambientale‘, dove istituzioni, operatori del soccorso ed esperti tecnici e sanitari si sono confrontati per far sì che la salute umana, e non solo, venga tutelata proprio a partire dalla garanzia di un ambiente sano.

Da oggi emerge una grande volontà, da parte del legislatore, di intervenire sul pronto intervento ambientale e sulla prevenzione. Emerge anche la volontà e la disponibilità, da parte di chi è competente nella materia, di dare il proprio contributo perché vengano fatte delle leggi che individuano ruoli, responsabilità e procedure che possano codificare quali devono essere i comportamenti e gli atteggiamenti perché l’uomo sia un elemento positivo per l’ambiente che ci circonda. Credo che questo sia un momento e una tappa importante di un percorso lungo, all’interno del quale dovremo, in poco tempo, dare delle certezze” – ha spiegato l’onorevole Alessandro Colucci, deputato di Noi Moderati e presidente dell’Intergruppo parlamentare per lo Sviluppo Sostenibile – “Gli amministratori locali vivono nell’incertezza assoluta, ci si affida al buonsenso o all’esperienza di qualcuno, bisogna evitare che un buon intervento in emergenza crei danni ambientali o alla salute delle persone. Tutti questi aspetti devono essere certamente previsti in una norma che, ad oggi, non è ancora presente nella legislazione italiana. Attraverso l’Intergruppo per lo Sviluppo Sostenibile, utilizzando non solo l’aspetto della sostenibilità ma anche quello del digitale, che può essere applicato in modo positivo e virtuoso in questa tematica, credo che si possa, trasversalmente tra maggioranza e opposizione, riuscire a raggiungere un testo comune che possa dare un servizio ai cittadini che meritano sicurezza e meritano una qualità dell’ambiente all’interno di un Paese sviluppato ed economicamente avanzato come il nostro“.

Nell’ambito della valutazione di impatto ambientale dei grandi progetti che stanno costruendo la trasformazione del nostro Paese, si valutano gli impatti e i rischi derivanti da questi progetti. E allora quale miglior strumento di una piattaforma come il SIM, che ha un valore ricognitivo, informativo e predittivo, che agevola il lavoro dell’istruttoria, della valutazione ambientale, e della valutazione delle alternative tecnologiche e localizzative?” – il commento di Paola Brambilla, coordinatrice della Sottocommissione di Valutazione Impatto Ambientale (VIA) del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) – “Questo passo, questo grande investimento del Ministero, è sicuramente importante non solo per le valutazioni, ma anche per gli operatori che al contempo se ne possono avvalere, per costruire quella che noi vogliamo sia una sostenibilità agganciata alla competitività, perché devono viaggiare insieme, nell’interesse del Paese ma anche nell’interesse dell’ambiente“.

L’evento ‘Pronto Intervento Ambientale’ si inserisce pienamente nell’attività che fa la Società Italiana di Medicina Ambientale. Sicuramente, il pronto intervento è intervenire per evitare che ci siano dispersioni nell’ambiente di sostanze che possano incidere negativamente sulla salute umana, e poi anche animale e vegetale in un’ottica di approccio One Health. Per noi però il pronto intervento non è solo l’eccezionalità dell’emergenza, ma anche l’esposizione quotidiana a tutti quegli inquinanti, a partire da quelli dell’aria, che incidono costantemente sulla salute umana. I numeri, a livello epidemiologico, d’altronde ci dicono che sono decine di migliaia i decessi prematuri ed evitabili, in Italia e in Europa, per quanto riguarda l’inquinamento atmosferico” – ha spiegato Alessandro Miani, presidente della Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima) – “Oggi abbiamo poi altre emergenze: l’inquinamento da PFAS, soprattutto delle acque, mentre micro e nanoplastiche iniziano ad essere ubiquitarie. Insomma, per noi fare un buon pronto intervento vuol dire normalizzare l’emergenza, non vedendola come un atto isolato ma come un impegno costante della collettività, della politica e delle istituzioni, nel prevenire l’effetto dell’ambiente inquinato prima che si manifesti la malattia. Quindi una vera e propria prevenzione pre-primaria, informare la popolazione, e primaria, con azioni e politiche ad hoc per far sì che l’ambiente non diventi più causa di malattia ma fautore di buona salute e di buona qualità della vita“.

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