Anche senza consumo di nuovo suolo (il palazzo di dodici piani era in fase di costruzione sull’area un tempo occupata da un hotel), l’eccessiva volumetria, tra l’altro ben oltre i parametri massimi consentiti, avrebbe impattato visivamente, sulle infrastrutture e sui servizi del centro di Matera.
Un vero e proprio grattacielo, un palazzo residenziale di dodici piani ancora in costruzione, è stato sequestrato dalla Guardia di Finanza a Matera, nella centrale piazza Michele Bianco. La Procura della Repubblica indaga su cinque persone, accusate a vario titolo di abuso edilizio e false attestazioni. Nella città dei Sassi, infatti, il palazzo residenziale di dodici piani era in fase di costruzione sull’area dell’ex hotel Palace, ma senza alcun titolo abilitativo e, secondo gli inquirenti, anche con cooperazione colposa da parte delle imprese esecutrici.
Tutto era partito da alcune segnalazioni istituzionali, che denunciavano l’impatto sul contesto urbano e sul carico urbanistico del centro di Matera. La Procura della Repubblica ha accertato tutte le evidenti difformità tra i parametri massimi consentiti e le caratteristiche dell’edificio in costruzione: dodici piani fuori terra a fronte di un massimo consentito di dieci; una superficie lorda complessiva (Sul) di quasi 9.500 metri quadrati, oltre tremila in più rispetto al limite consentito; un’altezza complessiva di circa 38,4 metri, rispetto ad un limite massimo di 36.
Il sequestro è scattato, oltre che per le esigenze cautelari, anche per evitare un ulteriore aggravamento, con la prosecuzione dei lavori, delle conseguenze dei reati ipotizzati. Le autorizzazioni al progetto, che si sono susseguite nel corso del tempo, sarebbero arrivate mediante titoli abilitativi progressivi, nello specifico una Segnalazione certificata di inizio attività (Scia) ordinaria e due alternative al permesso di costruire.
Secondo gli inquirenti, oltre ad impattare visivamente sul contesto urbano e sul patrimonio architettonico di Matera, l’edificio, per la sua volumetria, avrebbe inciso fortemente anche sul carico urbanistico e su infrastrutture e servizi come le reti idriche e fognarie, l’energia, il gas, la gestione dei rifiuti e le opere collettive correlate. Si tratta del secondo sequestro preventivo, nel giro di una settimana, nella stessa zona: lo scorso 26 febbraio, sempre in piazza Bianco, erano scattati i sigilli ad un altro palazzo in costruzione.


