Da decenni i residenti Torre Jacova, Colle Mattia e Pantano Borghese, nella periferia di Roma, vivono senza servizi primari come acqua potabile, fognature e ripetuti black out elettrici.
Oggi hanno avuto l’opportunità di far sentire la propria voce in un’assemblea cittadina aperta a tutti che voleva essere più di un confronto, bensì un appello per ridare dignità e qualità della vita a chi aspetta risposte da troppo tempo.
L’obiettivo era rappresentare quanto quarant’anni senza servizi abbiano inciso sulle famiglie, influendo anche sui bilanci domestici, e sollecitare le istituzioni competenti, in questo caso il Comune, a intervenire concretamente.
“Siamo felicissimi perché in questi anni, questa è la prima assemblea cittadina fatta sul territorio, con il territorio, dalle istituzioni del Comune di Roma – ha spiegato Gilda Arcese dell’Associazione Sulla buona strada – ed è la prima volta che sono stati presentati i progetti degli ultimi otto chilometri di strade del territorio che a tutt’oggi, nel 2026, sono ancora privi di servizi primari, acqua e fogne”.
“Si è parlato anche dello snodo di Calle Mattia, che chiaramente ha bisogno di approfondimenti maggiori perché anche lì è un progetto cha va avanti da anni. Abbiamo parlato del problema delle cabine elettriche su questo territorio – ha aggiunto Arcese – perché abbiamo ancora le vecchie cabine elettriche sui pali. Pali pericolanti che quest’estate sono stati interessati da blackout importanti che hanno danneggiato non solo le attività commerciali, ma anche i residenti. Noi che non abbiamo acqua diretta, ma pozzi a 180 metri con pompe di risalita, cancelli, centraline, questi black out hanno bruciato tutto. Senza contare che siamo rimasti chiusi in casa, perché noi se manca l’energia elettrica qui siamo completamente bloccati”.
Durante l’assemblea, le autorità locali hanno comunicato un importante passo avanti: l’inserimento nel piano investimenti Acea di 23 milioni di euro per realizzare 12 km di impianto fognario e 9 km di rete idrica.
Il progetto, punta a servire tutte le zone ancora sprovviste di servizi essenziali, a partire dall’acqua, considerato un principio fondamentale di giustizia sociale.
La speranza è che finalmente parole e impegni si traducano in fatti concreti, per migliorare la vita di chi abita questi quartieri da troppo tempo senza servizi essenziali.
“Il piano per l’acqua sinceramente è una novità molto importante, 23 milioni e 7 di lavori. Serviremo cinque quadranti essenziali – ha spiegato l’Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Roma, Ornella Segnalini – collegheremo soprattutto i due serbatoi per avere una pressione uguale e poter dare acqua a pressione a tutti gli abitanti”.
“Quest’anno – ha aggiunto Segnalini – finiremo il progetto di fattibilità e la conferenza di servizi. Io conto che per il 2026 avvieremo, già avremo gli accordi quadro per fare le gare e quindi avvieremo i lavori”.


