Confcooperative Lazio rilancia il ruolo delle cooperative nei settori chiave dell’economia regionale: cultura, turismo e sport.
Negli ultimi cinque anni le adesioni alla federazione dedicata sono cresciute del 50% e ora l’obiettivo è valorizzare l’eredità lasciata dal Giubileo e dai grandi eventi internazionali per rafforzare l’attrattività del territorio.
A guidare questo percorso sarà ancora Barbara Pescatori, riconfermata presidente della Federazione Confcooperative Cultura Turismo Sport Lazio per il quadriennio 2026-2029. Il tema è stato al centro dell’assemblea che si è svolta a Roma al Palazzo della Cooperazione, dove si è discusso anche di innovazione e nuove tecnologie nel modello cooperativo.
«Siamo arrivati a questa Assemblea profondamente orgogliosi del lavoro fatto in questi primi quattro anni – afferma Barbara Pescatori, presidente della federazione Confcooperative Cultura Turismo Sport Lazio – I dati ci dicono che il 50% delle imprese oggi presenti si è iscritta contestualmente all’istituzione stesa della federazione, premiando la scelta di Confcooperative Lazio di garantire loro una rappresentanza esclusiva, cucita su misura alle loro esigenze. Uno strumento importantissimo per armonizzare la rappresentanza di cooperative afferenti a settori tanto diversi, ma in continuo interscambio. Abbiamo dimostrato che quello cooperativo è il modello a cui fare riferimento quando si tratta di cultura, turismo e sport, tre asset strategici che, come è stato ricordato, cubano il 30% del Pil dell’intera regione. Allo stesso tempo però è anche un esempio per coloro che vogliono fare impresa mettendo al centro la persona».
Durante una tavola rotonda con esperti e rappresentanti del settore si è parlato del ruolo del digitale e dell’intelligenza artificiale, sottolineando come l’innovazione debba essere uno strumento al servizio delle persone, della sostenibilità e dell’inclusione sociale.
Oggi la federazione riunisce 38 cooperative, con 288 soci, 270 lavoratori e un fatturato complessivo di oltre 15 milioni di euro. I servizi culturali e turistici rappresentano il cuore dell’attività, generando più del 66% dei ricavi e oltre la metà dell’occupazione.
Un sistema che, sottolineano da Confcooperative, dimostra come il modello cooperativo possa essere un motore di sviluppo per tre settori che insieme rappresentano circa il 30% del PIL del Lazio.
Altri contributi significativi, per quanto contenuti, provengono dai comparti della comunicazione e informazione, dello spettacolo, della scuola e dello sport.
A livello geografico il 78,9% delle iscritte è basato su Roma e il resto su Viterbo (13,2%), Latina (5,3%) e Frosinone (2,6%).
Circa la longevità delle cooperative risulta che quasi l’80% è aperta da oltre 5 anni e il 18% da più di 40.


