Lo storico e scrittore Piero Bevilacqua è l’ospite della puntata di questa settimana de IL PUNTO di Giuseppe Vecchio, in onda questa sera alle 22.30 su TeleAmbiente, canale 18 del DTT Lazio e Umbria e 221 nazionale.
Nuovo appuntamento con IL PUNTO, condotto come sempre da Giuseppe Vecchio. Ospite della puntata di questa settimana lo storico e scrittore Piero Bevilacqua.
Si partirà dai due libri dello scrittore “Sole rovente” e “La Guerra Mondiale a pezzi e la disfatta dell’Unione Europea”, per un’analisi dell’attualità geopolitica, dal conflitto Russia-Ucraina, all’intervento degli Stati Uniti in Iran. Naturalmente non mancherà un focus sullo stato della Unione Europea, sempre più stretta tra le grandi potenze mondiali, e sull’Italia, attualmente combattuta tra le correnti europeiste e quelle che spingono verso l’alleato americano.
In Sole rovente, dodici migranti, approdati in un paese della Calabria, vengono provvisoriamente integrati grazie a un sindaco magnanimo. Una siccità senza precedenti e un ardore furente costringono gli abitanti a rimanere in casa. Un avversario del sindaco attribuisce agli “africani” le colpe del fenomeno, mettendosi a capo di una rivolta. Nei successivi racconti, un anziano accumula case e mobili svenduti dalle famiglie che abbandonano un comune del Meridione per impedire che la ricchezza del borgo venga perduta insieme agli abitanti; il geloso proprietario di un ciliegio che genera frutti straordinari non si dà pace quando un mattino non lo trova più nel campo; uno scalatore viene istruito da un anziano montanaro sull’esibizionismo dell’alpinismo e la soddisfazione che regala il dominio sulla natura, premessa, spesso, della sua distruzione.
Questa la sinossi de “La Guerra Mondiale a pezzi”: La guerra in Ucraina e il conflitto in Medio Oriente stanno rimescolando le carte dell’ordine mondiale. La Russia non è crollata, è anzi cresciuta economicamente; non è stata isolata, ma ha reso più influenti i BRICS. Gli Stati Uniti si sono rafforzati con una politica protezionista, mentre i Paesi europei hanno subito le conseguenze dell’aumento del costo dell’energia e delle materie prime. Ma è l’Unione Europea la vera perdente: la maggioranza dei cittadini rifiuta la guerra, sostiene partiti sovranisti che tutelano gli interessi nazionali e manifesta ostilità contro governi diventati il braccio esecutivo della NATO. Nel frattempo, il genocidio in corso a Gaza getta un’ombra di disonore sul ceto politico europeo, intento a realizzare un progetto di pace mondiale che si è tradotto in dipendenza da un impero in declino. Adottando un punto di vista critico e provocatorio, Piero Bevilacqua delinea un quadro della «guerra mondiale a pezzi», che è anche e soprattutto una «guerra capitalista».
Piero Bevilacqua è uno storico e saggista nato a Catanzaro, che ha dedicato gran parte della sua attività allo studio della storia contemporanea, con un’attenzione particolare al Mezzogiorno d’Italia, all’agricoltura e ai rapporti tra società e ambiente.
Dopo la laurea in Lettere presso l’Università “La Sapienza” di Roma, ha intrapreso la carriera accademica fino a diventare professore ordinario di storia contemporanea nello stesso ateneo. Nel corso degli anni ha insegnato anche in altre università italiane, tra cui Salerno e Bari, contribuendo alla formazione di numerosi studenti e ricercatori.
Nel 1986 ha fondato l’Istituto meridionale di Storia e Scienze sociali (IMES), un centro di ricerca dedicato allo studio del Sud Italia, di cui è stato presidente. Parallelamente ha dato vita alla rivista Meridiana, che dirige, punto di riferimento per gli studi storici e sociali sul Mezzogiorno.
La sua attività di ricerca si è concentrata su temi come la storia dell’agricoltura, le trasformazioni del mondo rurale, i fenomeni migratori e l’uso delle risorse naturali. In questi ambiti ha cercato di mettere in luce le dinamiche economiche e sociali che hanno segnato lo sviluppo italiano, con uno sguardo spesso critico verso i modelli di crescita adottati nel tempo.
È autore di numerosi saggi e libri, tra cui Breve storia dell’Italia meridionale e La terra è finita, in cui affronta anche questioni legate alla sostenibilità ambientale e ai limiti dello sviluppo. Ha inoltre curato importanti opere collettive dedicate alla storia dell’agricoltura e dell’emigrazione italiana.


