Crisi dell'emittenza locale Senza interventi urgenti rischio chiusure a catena tra le TV locali

Crisi dell’emittenza locale: “Senza interventi urgenti rischio chiusure a catena tra le TV locali”

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La chiusura della storica emittente Telestense rappresenta un segnale estremamente preoccupante per tutto il sistema dell’emittenza televisiva locale italiana.

Secondo gli editori del settore, le attuali regole di assegnazione dei contributi previste dal D.P.R. 146/2017 rischiano di provocare nel giro di pochi mesi la chiusura di numerose televisioni locali.

L’attuale meccanismo di distribuzione dei contributi pubblici concentra il 95% delle risorse nelle prime 100 emittenti della graduatoria e solo il 5% nelle restanti, determinando un forte squilibrio che sta mettendo a rischio la sopravvivenza di molte televisioni locali.

Il problema era stato già evidenziato anche in sede parlamentare. I partiti di maggioranza avevano infatti presentato tre emendamenti nella legge di bilancio approvata a dicembre 2025 che prevedevano l’istituzione di un fondo di resilienza da 15 milioni di euro annui destinato alle emittenti oltre la centesima posizione in graduatoria.

Alla luce del fallimento di Telestense, diventa ora urgente che il Governo intervenga per affrontare concretamente questa criticità e prevenire una crisi sistemica del comparto.

“Non si tratta solo di imprese editoriali – afferma Gianni Tanzariello editore di CANALE 7 (Puglia e Basilicata) e Presidente dell’Associazione TV INSIEME – ma di presidi democratici che garantiscono informazione di prossimità ai cittadini”.

Le conseguenze potrebbero essere pesantissime:

  • centinaia di posti di lavoro a rischio
  • impoverimento del pluralismo informativo
  • scomparsa di importanti voci locali nei territori

Per questo gli editori chiedono un intervento immediato del Parlamento e del Governo per evitare una crisi irreversibile dell’emittenza locale italiana.

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