Stop agli animali allevati in gabbia: arriva la proposta di legge di iniziativa popolare

Stop agli animali allevati in gabbia: arriva la proposta di legge di iniziativa popolare

Tabella dei Contenuti

Fino a settembre 2026, chiunque potrà sottoscrivere la proposta di legge di iniziativa popolare sulla piattaforma del Ministero della Giustizia. Caprio (Essere Animali): “Occasione storica per l’Italia”.

Stop a conigli, galline e maiali in gabbia negli allevamenti intensivi d’Italia. A chiederlo è Essere Animali, dopo avere depositato una proposta di legge di iniziativa popolare alla Corte Suprema di Cassazione, per bandire una pratica anacronistica, barbara e crudele. A partire dal 17 marzo 2026, chiunque potrà firmare il provvedimento sulla piattaforma del Ministero della Giustizia. Entro settembre 2026, Essere Animali già in prima linea con la Campagna “Gabbie Vuote” vuole raccogliere almeno 50.000 sottoscrizioni per invitare il Parlamento a legiferare sul tema.

Ce lo dice l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (EFSA): le gabbie non sono compatibili con il benessere degli animali. Eppure, la normativa attuale prevede la tutela degli esseri senzienti all’interno dell’industria zootecnica. Proprio per questo raccoglieremo le firme necessarie per cambiare la legge. L’Italia ha un’occasione storica“, dichiara Chiara Caprio, Responsabile Relazioni Istituzionali di Essere Animali.

Secondo alcune stime, oggi le gabbie degli allevamenti intensivi italiani ospitano 17 milioni di galline, 13 milioni di conigli, 8 milioni di quaglie, 1,5 milioni di vitelli e 600.000 scrofe. Oltre 40 milioni di animali, dunque, detenuti in spazi angusti spesso sporchi. Bandire simili pratiche diventa, oggi più che mai, necessario. Tra i primi firmatari della proposta di legge di iniziativa popolare, diversi volti della società civile, dall’atleta olimpionico Riccardo Bugari alla fumettista Zuzu.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Essere Animali (@essereanimali)

Pubblicità
Articoli Correlati