Giornata internazionale delle foreste, in 35 anni persa una superficie pari a 26 volte l'Austria

Giornata internazionale delle foreste, in 35 anni persa una superficie pari a 26 volte l’Austria

Tabella dei Contenuti

In occasione della Giornata internazionale delle foreste, in calendario ogni 21 marzo, il Presidente del Fondo Forestale Italiano (ETS), Emanuele Lombardi, rinnova l’appello per salvaguardare i polmoni del pianeta Terra.

Ci sono gli alberi che producono ossigeno e assorbono anidride carbonica, gli arbusti che sprigionano essenze profumate e i ruscelli che rappresentano una fonte di acqua fresca per gli animali. Fare una passeggiata nelle foreste significa immergersi nella natura incontaminata. Cambiamenti climatici, coltivazioni intensive e inquinamento, però, le stanno mettendo a rischio. 4.890.000 i km² di questi patrimoni verdi spariti dal pianeta Terra dal 1990 al 2025, almeno secondo il WWF. Drammatiche le conseguenze. Sì, perché, in appena 35 anni, la superficie forestale globale, nonostante la crescita di nuovi alberi, si è ridotta di 2.035.000 km². Tradotto: un’area grande quasi 26 volte l’Austria. Proteggere questi scrigni di biodiversità diventa, a maggior ragione, necessario.

Proprio per questo, in occasione della Giornata internazionale delle foreste, in calendario ogni 21 marzo, il Presidente del Fondo Forestale Italiano (ETS), Emanuele Lombardi, rinnova l’appello per salvaguardare i polmoni del pianeta Terra: “Stranamente, quest’anno l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) collega la ricorrenza all’economia. Dico stranamente, perché finanza e foreste, assieme, sono pericolose. Il motivo? L’economia sfrutta le foreste per produrre legno. Un fenomeno che, in mancanza di una normativa chiara, è deleterio. Un esempio? L’Amazzonia. Anche perché, ed è bene sottolinearlo, questi habitat integri hanno un valore immensamente superiore al valore del legno ricavato dagli alberi tagliati“.

La Giornata internazionale delle foreste rappresenta, dunque, un’importante appuntamento da celebrare, soprattutto a 800 anni esatti dalla morte del patrono d’Italia, San Francesco D’Assisi.

Lui fu il primo vero ambientalista. Certamente, dietro la sua scelta, ci fu una motivazione religiosa che per molti credenti dovrebbe essere valida tutt’oggi. Anche i non credenti, però, potrebbero trovare nelle sue parole una convincente ragione per rispettare e conservare la natura. Tra l’altro, fu proprio San Francesco d’Assisi a utilizzare il concetto di “uso povero delle cose”. Un uso povero che, se ci pensiamo bene, rappresenta l’esatto opposto del consumismo sfrenato tipico del Nuovo Millennio“, conclude Emanuele Lombardi.  

Pubblicità
Articoli Correlati