Al Senato della Repubblica, a Roma, il convegno “Lupo. Gestione della fauna selvatica: oltre la semplificazione, l’importanza dei dati”. Naturale (M5S): “No all’abbattimento dell’animale”.
La modifica dello status di protezione del lupo da “rigoroso” a “semplice”, la conservazione della biodiversità a rischio a causa dei cambiamenti climatici e il rapporto tra essere umano e natura. Questi alcuni dei temi del convegno “Lupo. Gestione della fauna selvatica: oltre la semplificazione, l’importanza dei dati” al Senato della Repubblica, a Roma, il 2 aprile 2026.
A introdurre l’evento è stata la parlamentare del Movimento Cinque Stelle (M5S), Gisella Naturale: “Un conto è sostenere che il lupo non sia più a rischio di estinzione, mentre un conto è sostenere che il lupo debba essere abbattuto. Purtroppo, la legge di delegazione europea approvata al Senato della Repubblica l’11 marzo 2026 ha dato il via libera alla strage, anche se non la vorrei definire tale, di Canis lupus in Italia. Nella realtà dei fatti, però, esiste molto bracconaggio con numerosi esemplari già uccisi, perché, secondo il comune sentire, questi ultimi rappresentano il “nemico”. Inoltre, secondo l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), 160 lupi possono essere uccisi, ignorando, forse, il numero degli animali già deceduti per altre cause. Fondamentale, a maggior ragione, puntare sull’obbligatoria difesa passiva degli allevamenti e sull’obbligatorio aumento dei controlli contro il bracconaggio“.
Tra i partecipanti all’incontro, avvocati, animalisti e scienziati.
“Il declassamento del lupo a livello europeo è stato un’operazione politica senza fondamento scientifico. Circostanza abbastanza acclarata dagli articoli peer-reviewed pubblicati su riviste specialistiche per dimostrare, laddove ce ne fosse bisogno, la necessità di ripristinare la protezione del canide”, ha dichiarato la Presidente di Green Impact, Gaia Angelini.
Lapidario, invece, il parere del Referente Scientifico dell’Alleanza Antispecista, Roberto Salustri: “La fauna selvatica non va gestita, perché si gestisce da sola. Siamo noi esseri umani, forse, a dovere essere gestiti“.


