Qual è il rapporto tra preadolescenti e animali? La ricerca della LAV

Qual è il rapporto tra preadolescenti e animali? La ricerca della LAV

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Attraverso la somministrazione di un questionario durante l’Anno Scolastico 2024/2025, la Lega Antivivisezione (LAV) ha analizzato il legame tra 1.300 preadolescenti italiani tra gli 11 e i 14 anni e gli animali.

Quattro preadolescenti italiani su dieci hanno assistito al maltrattamento di un animale, meno di un preadolescente italiano su dieci ha seviziato volontariamente un cucciolo e quasi tre preadolescenti italiani su dieci si sono sentiti in colpa dopo avere inferto atrocità al pet. Questi alcuni dei risultati della ricerca “Non si torturano le farfalle realizzata dal criminologo e responsabile dell’Osservatorio Zoomafia della Lega Antivivisezione (LAV), Ciro Troiano.

Attraverso la somministrazione di un questionario durante l’Anno Scolastico 2024/2025, l’indagine ha analizzato il legame tra 1.300 ragazzi tra gli 11 e i 14 anni e gli animali. Secondo la ricerca, soltanto il 6% dei partecipanti residenti in 26 città di 16 regioni (Abruzzo, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Toscana, Umbria, Sardegna, Sicilia e Veneto) ha ammesso di avere paura dei pet. Di conseguenza, per questi preadolescenti italiani il maltrattamento di un animale non ha rappresentato una diretta conseguenza del loro timore verso Fido o Micio.

A detta dell’indagine, il 24,03% degli studenti ha visto “atti non cruenti” a danno dei pet, dalle sberle alle percosse “educative”, mentre il 16,69% degli studenti ha assistito ad “atti potenzialmente cruenti” a danno dei pet, dal lancio di pietre agli abbandoni. Il 12,11% degli studenti, invece, ha osservato “atti cruenti” verso i cuccioli. Qualche esempio? Uccisioni di rane, rospi e lucertole. Il 14,12% degli studenti, infine, ha notato “atti particolarmente cruenti” a danno dei pet come il massacro violento di un cane o di un gatto.

Tra i principali motivi alla base dei comportamenti deplorevoli, il divertimento, l’imitazione, la noia e l’emulazione di quanto visto sui social network. Fondamentale, a maggior ragione, prevenire simili atteggiamenti devianti.

Insegnare ai bambini a essere più sensibili, compassionevoli e, soprattutto, rispettosi verso gli esseri senzienti può contribuire a ridurre ogni forma di violenza“, ha commentato il criminologo e responsabile dell’Osservatorio Zoomafia della Lega Antivivisezione (LAV), Ciro Troiano.

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