Nelle strisce satiriche della mostra “Due passi nel clima”, il vignettista GianLorenzo Ingrami ha raccontato l’emergenza ambientale e la difficoltà di superarla, in un viaggio agrodolce tra risate e consapevolezza.
In occasione del TIC Festival di Terni, l’autore GianLorenzo Ingrami ha raccontato a TeleAmbiente la sua mostra “Due passi nel clima”, un viaggio satirico nell’emergenza ambientale in cui le strisce mostrano quanto l’umanità fatichi a prendere coscienza della crisi climatica in corso.
“Penso che le vignette satiriche, anche le strisce che adesso faccio per ‘La Nuova Ecologia’, siano uno strumento per arrivare a parlare di argomenti seri attraverso un approccio più dolce, più colorato, meno impattante, che però alla fine tratta i temi che sono all’ordine del giorno oggi, la crisi energetica, le nuove tecnologie che ci possono aiutare a superarla, il cambiamento climatico. Al TIC ho portato una mia mostra ‘Due passi nel clima’, che raccoglie un po’ i miei lavori degli ultimi 15 anni su questi temi”.
“Ed effettivamente ci sono anche, purtroppo, lavori di 15 anni fa che sono tristemente attuali anche oggi. Vedo che c’è un certo interesse anche su questi temi portandoli in questo modo”, ha aggiunto Ingrami.
Tra i personaggi spiccano Terra e Louise, viaggiatrici millenarie del cosmo che osservano quanto accade sul Pianeta Blu e si interrogano sul comportamento degli esseri umani che lo abitano. Dalla siccità alla crisi energetica, passando per il riscaldamento globale che mette a dura prova flora e fauna, le vignette dipingono con ironia una realtà tanto cruda da sembrare fantasia.
“Terra e Louise sono due personaggi a cui tengo molto – ha spiegato il vignettista – perché sono l’evoluzione dal passaggio dalla satira politica, cioè quella che si occupa delle dichiarazioni dei nostri governanti che fanno ogni giorno, che a volte sono anche dichiarazioni un po’ fatte ad arte per stimolare la stampa a parlare di altro rispetto alle cose importanti”.
“Terra e Louise in realtà hanno uno sguardo molto più distante, molto più distaccato, cioè guardano dal loro osservatorio cosmico le cose che accadono e a volte riescono a tirare fuori qualche opinione un po’ più, secondo me, centrata su questi temi rispetto alla polemica che si può fare giorno per giorno anche nei programmi che vediamo alla tv”.
Qualsiasi forma d’arte, dunque, può veicolare messaggi attuali e contribuire a sensibilizzare il pubblico verso temi come l’emergenza climatica.
“Secondo me all’arte si accompagna sempre la curiosità e quindi la curiosità è uno stimolo per andare a conoscere le cose. Io lavorando nell’editoria di tipo ambientale devo anche delle volte andare a documentarmi, perché a volte parlo di cose di cui non so nulla e quindi devo andare a trovare gli articoli, capire le questioni come sono e credo che questa curiosità sia importante anche per capire meglio il mondo che abbiamo intorno”.
“Quindi mi auguro che tanti, anche con il linguaggio dell’arte, ma anche di un’arte non grafica, ci sono tanti modi di parlarne, l’importante è cercare di vedere sempre le cose da punti di vista differenti”, ha concluso Ingrami.


