Quattro persone e due società (una con sede a Milano e l’altra, sua controllante, con sede nei Paesi Bassi) indagate per indebita percezione di erogazioni pubbliche. Secondo gli inquirenti, sarebbero state falsificate alcune certificazioni chiave per ottenere agevolazioni pubbliche e tariffe incentivanti per la produzione di energia elettrica, a partire da tre enormi campi solari realizzati in provincia di Caserta.
Oltre 55 milioni di euro tra denaro, beni mobili e immobili, sequestrati su disposizione del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma dopo che la Guardia di Finanza ha scoperto una complessa truffa per ottenere agevolazioni relative al fotovoltaico. Nello specifico, un’azienda con sede in provincia di Milano e la società controllante con sede nei Paesi Bassi, sono finite nel mirino della Fiamme Gialle per aver beneficiato di risorse non dovute, connesse alla produzione di energia tramite impianti fotovoltaici realizzati in provincia di Caserta.
Il Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Bari, insieme all’Agenzia dell’Unione Europea EUROJUST, hanno scoperto che al Gestore dei Servizi Energetici (G.S.E. S.p.a) erano stati inviati dichiarazioni e documenti falsi in merito a tre campi solari di grandi dimensioni, con la realizzazione e l’entrata in servizio retrodatate rispetto al termine ultimo previsto dalla normativa di settore. L’attestazione fraudolenta avrebbe quindi consentito l’accesso ai benefici previsti dal IV Conto Energia (Decreto Ministeriale del 5 maggio 2011), incentivi ottenibili per i venti anni successivi all’installazione degli impianti.
Oltre a ricevere direttamente agevolazioni pubbliche, in questo modo i responsabili avrebbero ottenuto anche tariffe incentivanti per la produzione di energia elettrica superiore a quella spettante in relazione alla data di effettiva entrata in esercizio. In tutto, sono indagate due società e quattro persone fisiche, accusate ora di indebita percezione di erogazioni pubbliche. I beni sequestrati, sia in forma diretta che per equivalente, hanno un valore totale pari a quasi 56 milioni di euro, considerato l’ammontare del profitto del reato contestato.
“Quello delle energie rinnovabili è un settore in cui, negli ultimi anni, lo Stato ha investito ingenti risorse per favorire la transizione verso le fonti pulite e per ridurre i costi dell’energia. Come spesso accade, questi incentivi hanno attirato l’attenzione di soggetti e gruppi di interesse che perseguono fini illecito, il cui obiettivo è, in altre parole, quello di accaparrarsi finanziamenti pubblici attraverso condotte truffaldine” – ha spiegato il Cap. Alberto Pellegrini, ufficiale della Guardia di Finanza – “Da qui, l’importanza della Guardia di Finanza, che quotidianamente, anche in chiave di prevenzione, svolge una intensa azione di controllo per far sì che i soldi pubblici siano sempre impiegati in modo corretto“.


