La Regione Umbria si mobilita per la conservazione degli habitat naturali, della flora e della fauna selvatiche. La dotazione finanziaria complessiva è di 8 milioni di euro, di cui 3.200.000 euro a carico dell’Unione Europea. 3.360.000 euro a carico dello Stato e 1.440.000 euro è la quota del cofinanziamento regionale.
La Giunta regionale dell’Umbria è attiva per la conservazione degli habitat e delle specie protette.
Su proposta di Simona Meloni, assessore alla Promozione dei sistemi naturalistici, aree protette e parchi, nell’ambito del Programma regionale Fesr 2021-2027, ha attivato le procedure per l’avvio dell’Azione 2.7.1 ‘Tutela, ripristino e uso sostenibile dei siti Natura 2000’, con una dotazione finanziaria complessiva di 8 milioni di euro, di cui 4 milioni destinati all’attivazione iniziale.
L’iniziativa mira a rafforzare la lotta ai cambiamenti climatici.

Il commento dell’assessore Meloni
“Nella nostra regione – ha evidenziato Simona Meloni – c’è un grande patrimonio naturalistico e di biodiversità da conservare e valorizzare, con i 102 siti della rete Natura 2000 che tutelano il 16% del territorio regionale, rientrando in un network europeo di aree protette istituito dalla Direttiva Habitat, finalizzata alla conservazione degli habitat naturali, della flora e della fauna selvatiche”.
“In Umbria – ha spiegato Meloni – questa rete comprende Zone speciali di conservazione (Zsc) e Zone di protezione speciale (Zps), per una superficie complessiva di oltre 130.000 ettari. Grazie al sostegno del Programma Fesr e alla sinergia tra istituzioni, potremo garantire interventi concreti per la conservazione di tali habitat e delle specie, promuovendo al contempo uno sviluppo sostenibile e responsabile”.
“La Regione Umbria – ha proseguito l’assessore Simona Meloni – conferma il proprio impegno nella salvaguardia della biodiversità e nella lotta ai cambiamenti climatici, investendo risorse significative e adottando strategie innovative per il futuro del territorio”.
L’azione sostiene interventi di tutela, ripristino e uso sostenibile dei siti appartenenti alla Rete Natura 2000, con particolare attenzione al recupero e miglioramento soprattutto degli habitat a rischio di degrado o regressione.
Gli interventi garantiscono una gestione efficace e coordinata della biodiversità regionale.
Gli interventi
Sono stati proposti interventi di ripristino degli habitat del Lago Trasimeno. Si tratta di azioni integrate e coordinate, finalizzate non solo al recupero strutturale, ma anche al ripristino dei processi ecologici che ne garantiscono la funzionalità e la resilienza.
Si procederà poi anche alla funzionalizzazione e messa in sicurezza del Centro Ittiogenico di Borgo Cerreto, per la conservazione della popolazione di trota mediterranea della Valnerina e per la tutela dal rischio idraulico dello stesso Centro ittiogenico regionale, che a livello nazionale rappresenta una struttura di allevamento pubblico di riferimento.
Tra gli obiettivi c’è anche la funzionalizzazione e la messa in sicurezza del Centro Ittiogenico di Sant’Arcangelo, finalizzate ad assicurare il miglioramento ecologico dei corsi d’acqua e degli ambienti lacustri relativamente alle componenti biotiche della biodiversità che li caratterizza.
La dotazione finanziaria è ripartita per 3.200.000 euro a carico dell’Unione Europea e 3.360.000 euro a carico dello Stato, mentre la quota di cofinanziamento regionale è di 1.440.000 euro.


