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Sviluppo sostenibile, il Festival dell’ASviS e le sfide del prossimo futuro

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Con la chiusura del Festival dello Sviluppo Sostenibile, che ha visto quasi 1.200 eventi in tutta Italia, alla Camera dei deputati l’ASviS ha tenuto un evento per fare il punto della situazione attuale sulle possibilità di raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030. Gli interventi del direttore scientifico, Enrico Giovannini, del presidente Pierluigi Stefanini, della vicepresidente Marcella Mallen e del professor Giorgio Parisi, vincitore del Premio Nobel per la Fisica nel 2021.

Dieci anni di ASviS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, ma anche del suo Festival dello Sviluppo Sostenibile, che quest’anno ha visto quasi 1.200 eventi in tutta Italia, segno di un sempre maggiore interesse della società nei confronti degli obiettivi dell’Agenda 2030. Obiettivi che, in gran parte, appaiono ancora molto lontani, nonostante alcuni progressi fatti dall’Italia in questo decennio.

Le sfide vanno affrontate insieme, sia tra istituzioni e cittadini a livello nazionale che tra tutti gli Stati a livello globale, come ha ricordato anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo videomessaggio diffuso alla Camera dei deputati, dove l’ASviS ha tenuto un evento per la chiusura del Festival. La sostenibilità ambientale va ormai di pari passo con quella sociale, ma anche e soprattutto economica, come mostrano anche i maggiori ricavi delle imprese più attente e sensibili ai temi dell’Agenda 2030.

Ora, però, è giunto il momento di rivoluzionare le politiche economiche, sociali e ambientali dell’Italia, altrimenti il rischio è di mancare gran parte degli obiettivi da raggiungere entro il 2030. Il biennio 2026-2027 sarà decisivo, come ha ricordato anche Tommaso Foti, ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di Coesione, anche perché nei prossimi mesi andrà delineata la nuova Strategia Nazionale di Sviluppo Sostenibile.

Con l’evento conclusivo del Festival dello Sviluppo Sostenibile, che si tiene tra l’altro dove dieci anni cominciò la storia di ASviS, chiudiamo uno straordinario percorso: 1.200 eventi che dimostrano come la società italiana tenga e si impegni per lo sviluppo sostenibile” – ha spiegato Enrico Giovannini, direttore scientifico dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) – “E poi, soprattutto, proposte che discutiamo con il governo e con tutte le istituzioni, per accelerare il cammino dell’Italia verso gli obiettivi di sviluppo sostenibile al 2030, su cui purtroppo siamo in netto ritardo“.

Siamo alla chiusura della decima edizione del Festival dello Sviluppo Sostenibile, in Italia ci sono stati oltre mille eventi che hanno coinvolto città, territori, imprese, associazioni e fondazioni. Dunque, un coinvolgimento della società italiana molto importante. Gli obiettivi sono quelli di promuovere l’Agenda 2030, la nostra Alleanza è impegnata da dieci anni per sostenere questo progetto, importante per il Paese e per il suo futuro” – il punto di Pierluigi Stefanini, presidente dell’ASviS – “Siamo molto soddisfatti del lavoro svolto, aumenta l’attenzione da parte dei cittadini, c’è maggiore consapevolezza e maggiore attenzione. Occorre che tutte le istituzioni, a partire da quelle pubbliche e nazionali, siano altrettanto sensibili e adeguate. Occorre fare un passo avanti, occorre essere più determinati perché parliamo di pace, di prosperità del Pianeta, della vita delle persone, della giustizia tra le generazioni. Vogliamo affrontare in modo adeguato la parità di genere, siamo impegnati a promuovere una politica energetica che sia davvero orientata alle rinnovabili. Il terreno di impegno è quindi molto ampio, ma è fondamentale, parliamo del futuro delle persone e dei cittadini italiani“.

Nel momento conclusivo del Festival dello Sviluppo Sostenibile, giunto alla decima edizione, siamo ora alla restituzione dei risultati ma sarà anche un momento di confronto tra le istituzioni nazionali, europee e internazionali, tra mondo economico e scienza per decidere quale strada prendere per garantire un futuro sostenibile al nostro Paese” – ha spiegato Marcella Mallen, vicepresidente dell’ASviS – “È stato un Festival importante, che ci ha dato molte soddisfazioni, non solo in termini di qualità del confronto ed eterogeneità dell’offerta, ma anche per l’ampia partecipazione e l’energia diffusa. C’è grande consapevolezza sulla sostenibilità, che ormai è sempre più ritenuta come un motore per crescere di più e fare del nostro Paese un Paese sostenibile, equo e giusto“.

Tra le sfide, ma anche tra le opportunità del presente e del futuro, ci sono senza dubbio quelle delle rinnovabili e dell’intelligenza artificiale. Due settori ormai imprescindibili, ma che, per ragioni diverse, vanno in qualche modo gestiti, governati e regolamentati, come ha spiegato anche il professor Giorgio Parisi, vincitore del Premio Nobel per la Fisica nel 2021.

Le rinnovabili stanno andando sulla buona strada e sulla buona direzione, ma un po’ troppo lentamente. Non abbiamo sforzi sufficientemente grandi e ci sono problemi organizzativi, specialmente sul solare. Dobbiamo riflettere di più e muoverci” – ha spiegato il professor Giorgio Parisi – “L’intelligenza artificiale è qualcosa di estremamente importante, ma deve essere regolata e va creata una base di conoscenza pubblica. Per questo, penso che un centro europeo sull’intelligenza artificiale sarebbe fondamentale per poter controllare quello che succede e fare progressi, ma nella direzione giusta“.

Una cosa, comunque, è certa. Senza i fondi del Pnrr, nei prossimi anni l’Italia dovrà rivedere profondamente le proprie politiche pubbliche con interventi strutturali e coordinati per accompagnare la transizione ecologica, energetica e sociale.

I prossimi passi sono già definiti dall’agenda politica nazionale e internazionale. Tra qualche settimana, a luglio, il nostro governo dovrà andare all’Onu a dire a che punto siamo con l’Agenda 2030, e purtroppo non siamo in una condizione molto favorevole. Entro l’anno dovrà rivedere la Strategia Nazionale di Sviluppo Sostenibile, ottima opportunità non solo per indicare come raggiungere degli obiettivi sfidanti ma anche per assicurare la coerenza delle politiche, visto che la precedenza Strategia dettava delle regole che non sono state applicate” – ha spiegato, a tal proposito, Enrico Giovannini, ex ministro del Lavoro e delle Politiche sociali e delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile – “Poi nel 2027, dopo le elezioni, avremo l’opportunità di rivedere il Piano strutturale di bilancio, cioè i piani finanziari a medio termine, e dovrebbe essere proprio quello il modo per attuare le azioni indicate dalla strategia. Quindi abbiamo davanti 18 mesi in cui finalmente il nostro Paese potrebbe fare un salto in termine di pianificazione e di finanziamento, usando anche i fondi europei. Ci sono quasi 80 miliardi a disposizione di fondi 2020-2027 e poi avremo anche quelli successivi, 2028-2034, quindi orientare tutti questi fondi nella direzione dello sviluppo sostenibile potrebbe dare una spinta a forza a investimenti nella giusta direzione“.

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