Il 13 e 14 giugno 2026 a Vallo di Nera, in provincia di Perugia, torna l’evento evento che porta alla ribalta il meglio della produzione casearia umbra, l’identità e la tradizione pastorale della Valnerina
Sabato 13 e domenica 14 giugno il paese-castello di Vallo di Nera, in Umbria, ospita la 22ª edizione di ‘Fior di Cacio’, evento clou del settore lattiero-caseario umbro, organizzato con il contributo per la comunicazione del Consorzio Bim ‘Nera e Velino’ della provincia di Perugia, e che porta alla ribalta i formaggi di qualità dell’Umbria e la tradizione pastorale della Valnerina.
Il piccolo borgo umbro è riconosciuto dall’Organizzazione nazionale degli assaggiatori di formaggio (Onaf), come unica ‘Città del formaggio’ in Umbria.
Il programma della manifestazione è stato presentato nel corso di una conferenza stampa che si è svolta a Perugia, nella Sala del Consiglio della Camera di Commercio dell’Umbria.

Il sindaco di Vallo di Nera Agnese Benedetti ha sottolineato come ‘Fior di Cacio’ non sia solo una mostra mercato, ma un atto di tutela per il paesaggio, l’ identità e la tradizione.
“È una tradizione, quella della festa, che dura da tanti anni. La prima edizione – ha ricordato Agnese Benedetti – ci fu nel 2003 ed ha come protagonista uno dei prodotti agroalimentari più importanti della Valnerina, legata a una tradizione di pastorizia, il formaggio. Da noi il formaggio si chiama cacio, quindi ‘Fior di cacio’”.
“Siamo in primavera – ha aggiunto – e c’è il tripudio dell’eccellenza e anche dei pascoli fioriti. Formaggi, ma anche prodotti tipici del nostro territorio, artigianato, in una festa inserita in un contesto bello della Valnerina, come Vallo di Nera, un paese medievale, che ormai vede molte persone affezionate venire ogni anno”.
“Il prodotto – ha continuato il primo cittadino di Vallo di Nera – il prodotto principe, il formaggio, ma anche il territorio. Il territorio della Valnerina, che è un territorio molto importante dal punto di vista naturalistico, ma anche paesaggistico. Vallo rappresenta un po’ il compendio di quella che è la vocazione della Valnerina a sviluppare e a mettere a disposizione di tutti, proprio queste ricchezze”.
Alla conferenza stampa è intervenuto anche il presidente della Camera di Commercio dell’Umbria, Giorgio Mencaroni che ha ricordato l’importanza della sinergia tra produttori
“Mi sono sempre battuto – ha riferito Mencaroni – perché ci fosse un’identificazione dei famosi pecorini, perché noi non abbiamo un’identificazione di un pecorino umbro. Credo che sia positivo poter avere un’ identificazione di un pecorino regionale e ‘Fior di Cacio’ è sicuramente un’eccellenza che tende a valorizzare i nostri formaggi, i nostri latti che vengono trasformati in formaggio”.
“La Camera – ha proseguito Giorgio Mencaroni – ha sempre affrontato il tema dei prodotti dell’agroalimentare, abbiamo trattato il tema delle carni, abbiamo trattato il tema dell’olio, il vino, la birra”.
“Serve – ha sottolineato Mencaroni – a far confrontare anche gli imprenditori tra di loro, perché spesso e volentieri sono produttori ma nello stesso tempo concorrenti e ognuno tiene riservati i propri valori, le proprie conoscenze. Il confrontarsi invece tra di loro credo sia un fatto positivo che porta a migliorare sia la qualità del prodotto, sia i rapporti interpersonali, sia la possibilità di vendere questo prodotto e io mi auguro che si possa naturalmente arrivare anche alla definizione di un pecorino umbro nei prossimi anni”.
In chiusure le parole del delegato Onaf Perugia Claudio Spallaccia: “ONAF sta per Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Formaggi, di conseguenza siamo un po’ i sommelier del formaggio e come i sommelier del vino organizziamo corsi di primo e secondo livello e quindi formiamo delle persone ad un assaggio tecnico del prodotto”.
“La nostra missione – ha detto Claudio Spallaccia – è quella di garantire i formaggi di qualità del territorio, quindi tutti quelli che sono i presidi e che naturalmente andrebbero persi se magari non c’è una volontà di parlarne e di farli emergere”.
“Abbiamo due laboratori – ha precisato Spallaccia – uno dedicato alle paste filate, quindi faremo una mozzarella in diretta e la faremo degustare a tutti i partecipanti e in più faremo una coagulazione del latte”.
“Quindi – ha concluso Claudio Spallaccia – faremo vedere la trasformazione fisica del latte in un formaggio e in più essendo dei maestri assaggiatori condurremo le degustazioni guidate di tutti i formaggi che metteremo in degustazione”.
L’edizione 2026 segna una svolta storica: grazie alla collaborazione tra Slow Food Italia e la Camera di Commercio dell’Umbria.
La rassegna, pur mantenendo la sua specificità territoriale, vuole diventare un punto di riferimento nazionale, per gli anni pari, anni di pausa di ‘Cheese’ (Bra), proponendosi come palcoscenico privilegiato per la biodiversità e l’arte pastorale italiana.
La manifestazione, organizzata dal Comune di Vallo di Nera, nasce con l’obiettivo di valorizzare le migliori produzioni casearie dell’Umbria e di ridare valore alla figura del pastore quale mestiere antico e tradizionale della Valnerina, rimarcando il valore ambientale, sociale ed economico dei pascoli umbri, ricchi di varietà floreali che conferiscono aromi e fragranze uniche ai formaggi,
La mission è anche quella di diffondere la conoscenza delle produzioni di nicchia a rischio di estinzione.
Tutte le informazioni ed il programma delle iniziative sono disponibili sul sito www.fiordicacio.com


