Nell’ottica del recepimento in Italia della direttiva Case Green, ci si concentra, giustamente, sull’efficienza energetica degli edifici. Ci sono però degli aspetti, previsti dalla direttiva europea, che vanno tenuti maggiormente in considerazione, e che riguardano la salubrità degli ambienti interni. Lo dimostra chiaramente uno studio condotto dalla University of South Florida, promosso da SIMA (Società Italiana di Medicina Ambientale) e da Velux.
Si parla molto, in vista del recepimento anche in Italia della direttiva Case Green, di efficienza energetica degli edifici. Un tema certamente importante e centrale, che però si collega ad altri aspetti non sufficientemente considerati. In primis, il benessere e la salute che possono e devono garantire gli ambienti interni, aspetti questi che sono previsti dalla stessa direttiva europea ma forse non presi sufficientemente in considerazione.
Uno studio, condotto dalla University of South Florida e promosso dalla Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA) e dall’azienda VELUX, dimostra quanto sia importante, ma non immediatamente percepibile, la questione della salute negli ambienti indoor, dove passiamo la stragrande maggioranza del nostro tempo. Le prestazioni energetiche degli edifici sono essenziali, ma lo è anche la salubrità, che può incidere in modo significativo anche sul valore stesso delle costruzioni.
“Questa conferenza stampa in Senato è l’occasione per fare il punto non solo su una ricerca scientifica, promossa da VELUX e commissionata da SIMA, che ha riguardato l’ambiente-bagno e la dispersione di alcuni inquinanti che respiriamo quotidianamente. Immaginiamo i prodotti utilizzati soprattutto dalle donne, come smalti per le unghie, profumi, deodoranti e lacche, tutti prodotti che liberano inquinanti che spesso e volentieri, nei bagni ciechi e/o mal aerati, resistono nell’aria molto a lungo e fanno male alla nostra salute anche se non accorgiamo subito” – il punto di Alessandro Miani, presidente della Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA) – “La ricerca ha dimostrato che la presenza di finestre, soprattutto finestre a tetto, hanno una capacità di dispersione degli inquinanti nettamente superiore anche rispetto a quella dei sistemi di ventilazione meccanizzata negli stessi locali. Parallelamente a questo, si è voluto andare anche oltre il termine di efficientamento energetico degli edifici. In Italia stiamo per approvare la direttiva europea Case Green, che prevede non solo l’efficienza energetica degli edifici, ma anche la loro salubrità, in quegli ambienti di vita e di lavoro trascorriamo in media il 90% del nostro tempo“.
“La presenza e la possibilità di aprire, soprattutto in soffitte, mansarde o ultimi piani in cui l’accesso alla luce naturale è minore, finestre da tetto, ci consente di avere più illuminazione naturale e godere di qualcosa che fa molto bene alla salute, ma anche di avere ricambi di aria naturale e rendere complessivamente più salubre l’ambiente” – ha aggiunto il presidente di SIMA – “Non dimentichiamo che all’interno delle nostre case l’inquinamento atmosferico è in media cinque volte superiore rispetto all’esterno. Non c’è un’azione diretta tra causa ed effetto, ma secondo il nostro Istituto Superiore di Sanità il 40% di tutti i decessi prematuri dovuti all’inquinamento atmosferico in Italia è dovuto a ciò che respiriamo in casa. Ed è lì che dobbiamo proteggerci“.
“Noi ormai nel nostro Paese siamo abituati a parlare del benessere dei nostri cittadini, pensando soprattutto a cosa mangiamo, cosa facciamo, all’attività sportiva… Il problema è che non ci chiediamo mai dove viviamo, mentre passiamo il 90% del nostro tempo in ambienti chiusi” – ha spiegato Gian Marco Centinaio, senatore della Lega e vicepresidente del Senato – “Di conseguenza, il lavoro che dobbiamo fare, soprattutto come legislatori, è quello di cominciare ad ascoltare la ricerca scientifica e le nuove tecnologie, in modo da rendere l’aria degli ambienti in cui viviamo e lavoriamo quotidianamente sia un po’ più salubre“.
“Abbiamo presentato, qui in Senato, i risultati di uno studio preliminare che abbiamo condotto insieme a SIMA e Velux, riguardo la qualità dell’aria degli ambienti indoor confinati. In particolare, ci siamo concentrati su quanto duratura può essere la permanenza delle sostanze nocive all’interno di ambienti molto piccoli. Nel nostro caso, abbiamo preso come oggetto di studio un piccolo bagno, in cui abbiamo simulato diverse situazioni: di ambiente completamente chiuso, di aerazione forzata e di aerazione naturale. Abbiamo poi verificato la permanenza di sostanze inquinanti nel corso della stessa giornata” – il punto di Enrico Greco, ricercatore associato della University of South Florida – “In questo caso, abbiamo rilevato come un’aerazione, naturale o forzata, è indispensabile per garantire una qualità dell’aria coerente con gli standard minimi suggeriti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Con questo dato, cercheremo e vogliamo invitare sia gli stakeholder (costruttori e progettisti), ma anche i legislatori a integrare i sistemi di ricambio d’aria all’interno dei progetti delle nuove costruzioni“.
“Questo è un evento importante perché l’architettura e l’edilizia in Italia stanno subendo un momento di importanti cambiamenti, sia dal punto di vista tipologico che tecnologico. Vediamo che l’architettura sta cambiando forma: edifici nuovi con tetti piani sempre più prevalenti anche nelle villette e nei condomini. C’è anche un cambiamento tecnologico, con un focus molto alto sull’efficienza energetica che ha un impatto anche sulle scelte tecnologiche e dei materiali usati per le abitazioni” – il punto di Marco Soravia, amministratore delegato di VELUX Italia – “L’evento di oggi è interessante perché aggiunge un elemento cruciale: architettura, design, tecnologia ed efficienza energetica non vogliono dire automaticamente comfort, benessere e salute degli ambienti. Il tema di oggi è quello della salute, mettiamo al centro temi come la luce e la ventilazione naturali, e ci sono ricerche interessanti che indicano quanto questo possano impattare sul valore dell’immobile, sul percepito, sul benessere e sulla salute delle persone“.
“In quanto Velux, siamo molto contenti di partecipare a questo evento perché crediamo al valore di mettere insieme intorno al tavolo gli interlocutori chiave quando si parla del miglioramento della qualità della vita negli ambienti indoor. Quando parlo di interlocutori chiave mi riferisco chiaramente all’industria (in quanto Velux, riteniamo di avere un ruolo importante di avanguardia), ma anche ai professionisti del settore, come architetti e progettisti, e chiaramente alle istituzioni” – ha spiegato Raffaella Berardo, vicepresidente esecutiva di VELUX per la Regione Sud-Ovest – “Perché diciamo oltre all’efficienza energetica? Perché è importante pensare anche alla qualità della vita di chi vive negli ambienti interni. Abbiamo una serie di studi che dimostrano che oggi il numero di persone che lamentano di vivere in ambienti poco salubir è molto elevato, da qui la necessità di lavorare insieme su più fronti. L’efficienza energetica, ma anche la qualità dell’ambiente, i canali di ventilazione e luce naturale, e ovviamente la rivalutazione di quello che è il valore degli immobili“.
“Oltre l’efficienza indica quanto sia importante promuovere, anche nel contesto istituzionale, un dibattito su un approccio alla progettazione edilizia che vada a integrare vari elementi. Quindi, ovviamente l’efficienza energetica che rimane una priorità fondamentale, ma anche la sicurezza, l’adattabilità climatica e naturalmente la salubrità. Sono fondamentali la luce naturale, la qualità dell’aria indoor, il comfort termico e acustico, anche perché partiamo dal presupposto che un edificio salubre è anche un edificio efficiente ma non sempre è vero il contrario” – il punto di Lorenzo Di Francesco, public affairs manager di VELUX Italia – “Un edificio di nuova costruzione o riqualificato può avere ottime prestazioni energetiche ma poi avere delle lacune importanti dal punto di vista del benessere indoor. Riteniamo quindi che, a livello di normative, debba essere fatto un passo in avanti, e che si possa migliorare da un punto di vista qualitativo, di procedure autorizzative e burocratiche, affinché la salubrità venga utilizzata come una leva di sviluppo del mercato immobiliare. Anche perché, sicuramente, un edificio salubre è un edificio in grado di generare maggiormente valore nel tempo“.


