Riforma della caccia, arrivano i primi dubbi del Quirinale e dell'UE

Riforma della caccia, arrivano i primi dubbi del Quirinale e dell’UE

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Dopo l’ok del Senato della Repubblica, il disegno di legge (ddl) per riformare la caccia arriva alla Camera dei deputati tra i dubbi del Quirinale e dell’Unione Europea.  

Continuano le polemiche sul disegno di legge (ddl) per riformare la caccia in Italia. Dopo l’approvazione del Senato della Repubblica di martedì 23 giugno 2026, il provvedimento arriva all’esame della Commissione Agricoltura della Camera dei deputati. Oltre alle proteste delle opposizioni già scese in piazza, il Governo Meloni deve affrontare i primi dubbi del Quirinale. Il motivo?

Secondo il Colle, la Riforma della Legge numero 157 dell’11 febbraio 1992 potrebbe essere incompatibile con la normativa europea, dalla Direttiva Uccelli, cioè dalla Direttiva 2009/147/CE, alla Direttiva Habitat, cioè alla Direttiva 92/43/CEE. Sul tema, non a caso, spunta anche il commento della portavoce della Commissione Europea, Anna-Kaisa Itkonen: “Stiamo seguendo attentamente la questione”.

Tra i punti più controversi del disegno di legge (ddl), l’aumento delle specie animali abbattibili senza basi scientifiche, la trasformazione di alcuni scrigni di biodiversità in aree sporche di sangue e l’utilizzo delle doppiette in territori demaniali, dai parchi alle spiagge, anche in ore notturne, con seri rischi per la sicurezza di ciclisti, escursionisti e villeggianti.

Intanto, attraverso l’invio di una lettera formale, l’Organizzazione Internazionale Protezione Animali (OIPA) chiede l’intervento di Papa Leone XIV per lo stop a un provvedimento anacronistico, barbaro e crudele. Un ultimo, disperato, appello, per provare a frenare la Riforma della caccia dell’Esecutivo di centrodestra.

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