Due sorelle che si ritrovano improvvisamente dal condurre una vita normale, di certo non in povertà, a dover vivere in strada, stabilendosi davanti a piazza Montecitorio. Il tutto, per un debito di quattromila euro, relativo all’ultima rata di un’automobile, non pagata ma saldata solo successivamente. Questo il caso delle sorelle Maria Letizia e Roberta Montoro, su cui il Movimento 5 Stelle sta cercando di fare luce, a livello locale ma anche nazionale, come dimostra l’impegno delle deputate Stefania Ascari e Ilaria Fontana.
Due sorelle che si ritrovano improvvisamente dal condurre una vita normale, di certo non in povertà, a dover vivere in strada, stabilendosi davanti a piazza Montecitorio. Il tutto, per un debito di quattromila euro, relativo all’ultima rata di un’automobile, non pagata ma saldata solo successivamente. Questo il caso delle sorelle Maria Letizia e Roberta Montoro, che dalla provincia di Latina si sono ritrovate senza casa e si sono spostate nel centro di Roma, vivendo in strada nonostante le temperature proibitive e con sacchi e buste pieni dei pochi effetti personali che hanno portato con loro.
Il caso è però approdato alla Camera, grazie all’iniziativa di due deputate del Movimento 5 Stelle, Stefania Ascari e Ilaria Fontana. Anche perché le due sorelle Montoro denunciano un clima inquietante, che ha portato allo sfratto e alla perdita dei loro beni, come un immobile e un terreno. L’iniziativa, locale e parlamentare, punta a far luce su quanto denunciato dalle sorelle Montoro, invitando le autorità non solo comunali, ma anche nazionali, ad attivarsi affinché venga fatta giustizia.
“Come potete vedere, qui ci sono i sacchi che raccolgono tutta la vita delle sorelle Montoro, che io ho conosciuto e che da dicembre abitano qui, davanti a Montecitorio, dormendo sui sanpietrini. La situazione è incredibile anche da raccontare, perché per un debito di quattromila euro, l’ultima rata di un’auto che poi è stata pagata, alle signore sono stati pignorati tutti i beni: una casa con sei unità immobiliare, le proprietà terriere, e dopo minacce e violenze sono state letteralmente deportate da casa loro” – ha spiegato Stefania Ascari, deputata del Movimento 5 Stelle – “Ora queste due sorelle vivono qui davanti, non chiedono alcun tipo di privilegio ma semplicemente giustizia, dignità e poter tornare a casa. Con la collega Ilaria Fontana e con la consigliera comunale di Latina, Maria Grazia Ciolfi, ci siamo attivate e abbiamo presentato una interrogazione parlamentare al ministro dell’Interno e a quello della Giustizia, chiedendo di mandare gli ispettori al Tribunale di Latina e pretendendo trasparenza in questa vicenda, assolutamente opaca“.
“A livello comunale, invece, abbiamo chiesto incontri con la prefetta, con la Commissione straordinaria del Comune di Latina, abbiamo presentato una audizione perché pretendiamo delle risposte. È inaccettabile che per una rata, poi pagata, da quattromila euro, alle signore sia stato tolto tutto ciò che avevano, e che ora si ritrovano a vivere qua, con pochi sacchi e vivendo di elemosina, con quello che qualcuno di buon cuore dà loro” – ha aggiunto l’onorevole Ascari – “Non hanno accesso ai bagni e non possono lavarsi con questo caldo, a 40°C. Tutto questo è inaccettabile ed è inaccettabile che in uno Stato di diritto due concittadine vengano trattate in questo modo“.
“Noi abitiamo qui perché abbiamo subito una violenza disumana da parte di un giudice e del custode (che già faceva parte con un altro giudice, poi arrestato), che non è stato sostituito ed è andato a dar manforte al giudice che ha mandato me e mia sorella a morire su questi sanpietrini” – ha spiegato Maria Letizia Montoro – “Siamo in condizioni igieniche disumane, ringraziamo l’onorevole Stefania Ascari che ci porta saponette e salviettine, ma la situazione è drammatica e paurosa. Dormiamo su questi sanpietrini la notte, non mettiamo neanche un cartone per cercare di non dare fastidio. Abbiamo dovuto lasciare una casa del valore di 1,2 milioni di euro per un debito di quattromila euro con il Tribunale di Latina. Chiediamo solo di poter tornare a casa“.
“Chiedo alla giustizia di tornare a casa, ci hanno accerchiato da tutte le parti aprendo ben tre procedimenti: quello immobiliare, quello sul giudizio di divisione e infine l’eredità giacente di nostra madre. Ci stanno frullando come in un frullatore, per toglierci tutto” – ha spiegato invece Roberta Montoro – “Chiedo che il ministro della Giustizia vada a guardare questi tre fascicoli e verifichi che le nostre abitazioni sono andate alle aste giudiziarie illegalmente, perché non potevano andarci. Non si capisce come il giudice abbia potuto disporlo, in più vadano a vedere come ci è stata letteralmente impedita la difesa, fino a minacciarci di farci arrestare dal giudice se andiamo in Tribunale“.
“Mi associo a ciò che è stato detto rispetto all’invio urgente degli ispettori del Ministero, sono entrata in due dei tre fascicoli posso confermare che non c’è nulla di regolare. Soprattutto la questione dell’eredità giacente mi sembra ad oggi quella più pesante, ho chiesto una immediata chiusa ma non ho ricevuto risposte dalla fine di maggio” – il punto di Anna Maria Caramia, legale che si è occupata del caso – “Questo silenzio non mi fa ben sperare, o meglio, sposta il mio pensiero sul fatto che effettivamente può esserci la volontà di togliere tutte le proprietà a queste due donne, che chiedono semplicemente di riconoscere il loro diritto alla gestione del loro patrimonio. Sono anche disposte a svenderlo pur di togliersi di qua, non hanno chiesto aiuti o sussidi, non hanno neanche voluto che lanciassimo un piccolo appello di raccolta fondi per poter mangiare“.
“Abbiamo chiesto immediatamente un incontro con le commissarie straordinarie di Aprilia (poiché il Comune è sciolto per mafia), e quindi lo abbiamo chiesto per quelle che sono le competenze degli Enti locali, per verificare quale sia la conoscenza della gravità di questa vicenda, se sono state attivate le salvaguardie sociali e le misure di contrasto a questa gravissima emergenza abitativa. E anche misure di pubblica sicurezza, perché abbiamo preso atto delle denunce di intimidazioni gravi” – ha spiegato Maria Grazia Ciolfi, consigliera comunale e coordinatrice provinciale del M5S a Latina – “Contestualmente, ho depositato una mozione presso il Comune di Latina, la cui sindaca è delegata nazionale Anci proprio per welfare e politiche sociali, anche per aprire un dibattito più ampio sul problema delle esecuzioni immobiliari, in particolare delle conseguenze che queste possono portare quando riguardano persone particolarmente vulnerabili e fragili“.


