PFAS, due ex dirigenti Solvay rinviati a giudizio per disastro ambientale

PFAS, due ex dirigenti Solvay rinviati a giudizio per disastro ambientale

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Il Tribunale di Alessandria ha rinviato a giudizio due ex dirigenti del polo chimico di Spinetta Marengo, in Piemonte, per l’inquinamento da PFAS. 

Due ex dirigenti del polo chimico Solvay di Spinetta Marengo andranno a processo con l’accusa di disastro ambientale colposo. È quanto stabilito nel Tribunale di Alessandria nell’udienza preliminare del 25 giugno in cui la giudice Arianna Ciavattini ha rinviato a giudizio Stefano Bigini e Andrea Diotto, due ex manager dell’impianto di produzione di PFAS e altri composti chimici di Spinetta Marengo, nell’area a sud est di Alessandria, in Piemonte.

Nel processo, che si terrà il 16 novembre, sarà chiamata in causa anche la Solvay Specialty Polymers Spa come responsabile civile. In caso di condanna, la società dovrà risarcire le parti civili.

All’inizio del procedimento, nel 2024, le parti civili che si erano costituite erano circa 300, risarcite da Syensqo Solvay per oltre 2,5 milioni di euro. Gli indennizzi hanno portato all’uscita dal processo grandi associazioni come Medicina Democratica, che ha accettato riparazioni per 50 mila euro, i comuni di Alessandria e Montecastello, che hanno ricevuto 100 mila euro ciascuno, e decine di cittadini risarciti con somme dai 3.500 agli 8.000 euro.

Lo sforzo economico – a fronte di un fatturato di oltre 1,3 miliardi ottenuti solo con la produzione di PFAS – ha fatto vacillare il processo, ma resta tra le parti civili la Regione Piemonte, con cui la difesa del polo chimico aveva avviato delle interlocuzioni per dei risarcimenti.

L’associazione Ce l’ho nel sangue e il Comitato Stop Solvay hanno invece respinto la proposta di risarcimento.

“La richiesta di verità e giustizia che portiamo avanti da anni continua il suo percorso. Significa che non è più possibile nascondere o ignorare la realtà di quello che è successo e di quello che ancora oggi accade a Spinetta Marengo”, ha dichiarato Stop Solvay.

A commentare la vicenda è stata anche l’eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra Cristina Guarda: “Il Tribunale di Alessandria ha disposto oggi il rinvio a giudizio degli ex direttori del polo chimico di Spinetta Marengo per disastro ambientale colposo. È una notizia che i cittadini, le famiglie e i comitati di questo territorio attendevano da anni. La giustizia finalmente fa il suo corso, e il 16 novembre gli imputati dovranno rispondere in aula di ciò che hanno causato a un’intera comunità”.

“Ora non ci sono più alibi. Chiedo alla Regione Piemonte e al governo di non restare a guardare: rientrate nel processo, non accettate transazioni al ribasso, e pretendete la bonifica reale e completa della falda acquifera e del territorio. L’Aia è scaduta da quattro anni, la bonifica esterna è ferma, lo stabilimento continua a produrre Pfas. Il processo non può sostituire ciò che le istituzioni hanno il dovere di fare oggi”, ha aggiunto Guarda.

Il territorio interessato dalla contaminazione nell’alessandrino è oggetto di biomonitoraggi avviati dalla Regione Piemonte per indagare sulla reale estensione dell’inquinamento da sostanze per-e polifluoroalchiliche in un’area che ospita uno dei più grandi stabilimenti del gruppo chimico internazionale.

Dalle analisi, effettuate nel 2025 sui volontari residenti entro 3 chilometri dalla Syensqo Solvay, è emerso che l’87% dei campioni riporta concentrazioni di PFAS tra i 2 e i 20 nanogrammi per millilitro.

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