Inquinamento da PFAS presentati i dati del biomonitoraggio a Spinetta Marengo

Inquinamento da PFAS: presentati i dati del biomonitoraggio a Spinetta Marengo

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Le analisi, effettuate sui residenti entro 3 chilometri dal polo chimico Syensqo di Spinetta Marengo, in Piemonte, hanno rilevato che l’87% dei campioni riporta concentrazioni di PFAS tra i 2 e i 20 nanogrammi per millilitro.

All’Auditorium del Marengo Museum di Spinetta Marengo, in Piemonte, nella serata di lunedì 21 luglio sono stati presentati i risultati del biomonitoraggio, effettuato sui primi 414 volontari residenti entro 3 chilometri dal polo chimico alessandrino, per verificare la presenza di PFAS nel sangue.

Il progetto, promosso e finanziato dalla Regione Piemonte con oltre 3 milioni di euro, è stato avviato circa dieci mesi fa per indagare sulla reale estensione dell’inquinamento da sostanze per-e polfluoroalchiliche in un’area che ospita uno dei più grandi stabilimenti del gruppo chimico internazionale Syensqo (ex Solvay).

“L’importante azione messa in campo a Spinetta Marengo è ormai diventata un esempio non solo regionale, ma nazionale. Con determinazione e trasparenza la Regione Piemonte sta portando avanti una serie di iniziative che, proprio partendo dalla frazione alessandrina, puntano alla tutela della salute della popolazione: da un lato con un biomonitoraggio capillare della popolazione residente nei pressi di un polo chimico e dall’altro con l’istituzione di un Osservatorio per la riduzione dei PFAS per garantire la protezione ambientale. Ciò che deve essere chiaro, comunque, è che bisogna saper coniugare produzione e salute, perché la prima non deve assolutamente prevalere sulla seconda, come purtroppo è successo in passato: il nostro impegno, quindi, prosegue senza sosta perché si possa raggiungere questo obiettivo”.

Sono queste le parole pronunciate da Federico Riboldi, l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte, durante l’incontro con i cittadini, i giornalisti e le associazioni all’Auditorium di Spinetta.

Il monitoraggio, dopo i primi 135 prelievi tra i residenti fino a 500 metri dal polo chimico effettuati tra novembre e dicembre 2024, è continuato e finora sono stati effettuati 457 prelievi ematici (di cui 43 campioni sono ancora da analizzare). Altri 89 cittadini sono in attesa di effettuarlo entro i mesi estivi e circa 200 sono residenti oltre i 3 chilometri. Nel complesso, la preadesione online è stata completata da circa 750 cittadini.

L’adesione da parte dei cittadini, che prosegue ancora, dopo la compilazione del form prevede la verifica da parte degli operatori dell’ASL AL del requisito della residenza, che poi contatteranno telefonicamente l’interessato per fissare un appuntamento, durante il quale viene proposta l’adesione formale al biomonitoraggio, effettuato il prelievo di sangue e somministrato un questionario sugli stili di vita.

Un segnale che manifesta la volontà, da parte di residenti e associazioni, di approfondire la gravità della contaminazione e di estendere il monitoraggio anche alle aree più lontane dallo stabilimento.

Spinetta Marengo, i risultati del biomonitoraggio sui PFAS

I risultati presentati a Spinetta Marengo si riferiscono alle analisi effettuate sui primi 414 cittadini che si sono sottoposti ai prelievi ed evidenziano una situazione abbastanza simile a quelli dei 135 residenti fino a 500 metri: circa l’8,9%, infatti, hanno riscontrato una concentrazione di PFAS, per i quali sono stati definiti valori soglia su base scientifica, maggiori di 20 ng/ml, contro l’11% di quelli di fine 2024.

Dalle analisi è inoltre emerso che circa l’87,2% delle persone riporta concentrazioni di PFAS per i quali sono stati definiti valori soglia (somma di PFAS storici di cui sono noti gli effetti sulla salute) compresa tra 2 e 20 ng/ml (contro l’83% dei precedenti risultati) e il 3,9% hanno una concentrazione di PFAS normati inferiore alla soglia di 2 ng/ml (contro il 5%). Per quanto riguarda i PFAS per cui non sono stati ancora definiti valori soglia, l’Adv ha un valore mediano riscontrato sui 414 partecipanti pari a 2,9 ng/ml (contro i 2,6 ng/ml), mentre il cC6O4 è stato riscontrato con un valore maggiore di 0.05 ng/ml (cioè oltre il limite di quantificazione) in un solo soggetto.

In linea generale, si può osservare che i soggetti che presentano valori maggiori a 20 ng/ml sono in prevalenza maschi, ultrasessantenni e in pensione.

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