rischio sismico italia prevenzione

Rischio sismico in Italia, l’importanza della prevenzione

Tabella dei Contenuti

Il rischio sismico è particolarmente elevato in gran parte d’Italia, ma il nostro Paese continua a inseguire le emergenze quando dovrebbe investire maggiormente nella prevenzione. Anche per questo, in Senato si è tenuto un convegno dove politici, geologi, ingegneri, architetti, ricercatori e rappresentanti delle imprese edili si sono confrontati, portando le loro conoscenze e le loro istanze. 

L’Italia è un Paese che deve costantemente fronteggiare diversi tipi di rischi, più o meno ‘strutturali’ e ‘radicati’. Su tutti, emerge il rischio sismico, dal momento che il nostro Paese, per caratteristiche geologiche, è fortemente soggetto a terremoti, anche di una certa entità. E se noi italiani siamo bravissimi nell’emergenza, non lo siamo altrettanto nella prevenzione, anche se poi, come dimostrano anche i casi dei rischi climatici e idrogeologici, i giusti investimenti costerebbero molto meno rispetto a dover fronteggiare i danni causati dalle varie catastrofi naturali. Anche per questo, in Senato si è tenuto un convegno, organizzato dal senatore del Movimento 5 Stelle, Pietro Lorefice, per fare il punto della situazione.

Tra i relatori, alcuni dei massimi esperti italiani della geologia, dell’ingegneria e dell’architettura, ma anche dei vari Istituti di ricerca come l’INGV o l’ISPRA, oltre a rappresentanti politici e istituzionali e delle imprese edili. Ognuno di loro ha fornito le proprie conoscenze e le proprie istanze per un confronto ormai assolutamente necessario per rafforzare la prevenzione del rischio sismico, la sicurezza del patrimonio edilizio e la tutela dei cittadini.

È chiaro che l’argomento verrà trattato dai massimi esperti a livello nazionale, io sono un umile parlamentare e mi metto a disposizione della comunità scientifica per continuare a far emergere un tema che noi, come gruppo politico del Movimento 5 Stelle, portiamo avanti da tantissimi anni. Mi permetto di fare un breve cenno al Conte I, con Sergio Costa ministro dell’Ambiente, che aveva già destinato oltre 11 miliardi di euro per la sola prevenzione” – ha spiegato Pietro Lorefice, senatore del Movimento 5 Stelle – “Il termine imperante di oggi, che verrà citato più volte, sarà proprio ‘prevenzione’: questo importantissimo sostantivo deve diventare, per tutti i rappresentanti politici a tutti i livelli, il faro che deve unire tutte le forze e le risorse. Senza prevenzione, la nostra bella nazione, il tanto declamato e decantato Paese Italia, rischia sempre di più. Tra cambiamenti climatici e imprevedibilità, anche se nel caso del rischio sismico sappiamo che non è prevedibile ma con i giusti approcci possiamo riuscire a mettere in campo una serie di azioni per mitigare e limitare al massimo questi fenomeni“.

Sicuramente, non vanno in questa direzione opere infrastrutturali a dir poco, almeno dal nostro punto di vista, opere avventurose (e c’è chi le definisce folli) come il Ponte sullo Stretto. Parliamo di una delle aree più vulnerabili d’Italia proprio per il rischio sismico, cosa pensiamo (o qualcuno pensa) di fare? Direi che ormai è una chimera anche per il ministro proponente” – ha aggiunto il senatore del M5S – “Noi del Movimento 5 Stelle continueremo a poggiare anche le nostre azioni politiche su quella che è la grande comunità scientifica. Solo sentendo, ascoltando e mettendo a terra quelle che sono le prospettazioni dei massimi esperti nazionali e internazionali, potremmo realmente guidare la nostra nazione verso un periodo di maggiore sicurezza“.

Eventi come quello di oggi sono eventi che si ripetono periodicamente, dove noi come comunità geologica parliamo di rischi. Oggi si parla di rischio sismico, ma ci sono anche altri tipi di rischi, come quello idrogeologico, quello ambientale, quello radon… Sono tutte tematiche comunque ricorrenti. Tra l’altro, quest’anno, a proposito di ricorrenze, ce ne sono due molto importanti: sono 50 anni dal terremoto in Friuli e dieci da quello del Centro Italia. Quindi, a maggior ragione, oggi era necessario non far passare in secondo piano un concetto come quello che cerchiamo continuamente di veicolare, di amplificare e di trasmettere, ovvero lavorare in prevenzione” – il punto di Roberto Troncarelli, presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi – “Sul rischio sismico, è chiaro che c’è tanto da fare. Per esempio, la cartografia geologica sulle parti che attengono cartografie specifiche sui rischi è ancora molto indietro e questo segna la prima, grande criticità, ovvero la presa di coscienza, da parte delle politica, di dover investire somme che abbiano un carattere di continuità strutturale. E quindi, non piccole briciole o piccoli ‘contentini’, magari a valle di eventi sismici o eventi idrogeologici importanti, bensì con continuità a denotare veramente un cambio di passo a livello di cultura, soprattutto geologica, della nostra classe politica“.

Giornate come questa di oggi servono anche a lanciare questo messaggio. Come comunità dei geologi, noi siamo a disposizione ma è necessario che, collettivamente, la comunità scientifica, di pari passo con gli Istituti di ricerca che oggi sono qui, egregiamente rappresentati, e soprattutto i decisori politici parlino la stessa lingua. La lingua della prevenzione, la lingua della necessità di destinare risorse consistenti alla ricerca” – ha aggiunto il presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi – “L’obiettivo è che la ricerca non produca dati che rimangano riservati a chi frequenta le stanze accademiche, perché devono uscire da quelle stanze per diventare strumenti per noi professionisti. Per questo, è necessario che la politica ci dia una mano, con investimenti, con capacità di ascolto e con capacità di mettersi a disposizione di chi fa del rigore tecnico-scientifico il proprio pane quotidiano“.

Pubblicità
Articoli Correlati