Già oltre 50.000 cittadini italiani hanno firmato la proposta di legge di iniziativa popolare di Essere Animali per bandire l’utilizzo delle gabbie negli allevamenti.
Buone notizie per conigli, galline e maiali nelle gabbie degli allevamenti intensivi d’Italia. Dopo essere stata depositata a marzo 2026 alla Corte Suprema di Cassazione, la proposta di legge di iniziativa popolare di Essere Animali per bandire una pratica anacronistica, barbara e crudele ha superato le 50.000 firme. Ad annunciare il raggiungimento del numero minimo di sottoscrizioni per presentare il provvedimento in Parlamento sono stati gli stessi attivisti per i diritti dei nostri coinquilini terrestri.
Tra gli obiettivi dell’iniziativa inserita all’interno della Campagna “Gabbie Vuote”, la transizione verso un’industria zootecnica più rispettosa del benessere degli animali. Già, perché, secondo alcune stime, oggi le gabbie degli allevamenti intensivi italiani ospitano 17 milioni di galline, 13 milioni di conigli, 8 milioni di quaglie, 1,5 milioni di vitelli e 600.000 scrofe. Oltre 40 milioni di animali, dunque, detenuti in spazi angusti spesso sporchi. A supportare la proposta di legge di iniziativa popolare, tra gli altri, sono stati l’atleta olimpionico Riccardo Bugari, la fumettista Zuzu, la cheffe Chiara Pavan e l’autrice Selvaggia Lucarelli.
“C’è tempo fino al 16 settembre 2026 per continuare a firmare il provvedimento sulla piattaforma del Ministero della Giustizia: più siamo più forte sarà la nostra voce”, ha dichiarato Chiara Caprio, Responsabile Relazioni Istituzionali di Essere Animali.
Intanto, la Commissione Europea, attraverso la pubblicazione della Livestock Strategy, si è impegnata a presentare una proposta legislativa per vietare l’allevamento in gabbia delle galline nel 2026 e delle scrofe nel 2027.


