Alcuni quartieri di Roma, primo tra tutti l’Alessandrino, registrano picchi di calore diurni al suolo fino a 45°. Legambiente: “Non è caldo, è crisi climatica”.
Asfalto bollente, carenza di ombra e di verde urbano, notti tropicali e ondate di calore: Roma è una città sempre più da bollino rosso. Dal 2015 al 2025, l’80% dei quartieri della Capitale ha registrato nel periodo estivo una temperatura media diurna al suolo compresa tra i 40° e i 45°, il 12% superiore ai 45° e il restante 8% inferiore ai 40°.
Tra i quartieri più “bollenti” c’è l’Alessandrino, quadrante est della Capitale, che negli ultimi dieci anni ha registrato una temperatura media diurna al suolo di oltre 45°.
Ad assegnare la maglia nera al quartiere della Città Eterna e a fare il punto sull’emergenza caldo è Legambiente, con la quarta tappa della campagna nazionale “Che caldo che fa! Contro la cooling poverty: città + fresche, città + giuste”.
A pagare lo scotto della crisi climatica sono soprattutto i quartieri periferici di Roma, dove uno dei più validi alleati contro il caldo – il verde urbano – risulta carente e poco curato. Un altro campanello d’allarme evidenziato dall’associazione ambientalista è il primato italiano della Capitale per numero di eventi estremi dal 1993 al 2025: l’Osservatorio Città Clima di Legambiente ne ha censiti ben 93.
Legambiente ha indirizzato 11 proposte – 2 nazionali e 9 territoriali – al Governo, al sindaco di Roma Gualtieri e alla Regione Lazio, chiedendo una strategia nazionale per i rifugi climatici, più interventi di depavimentazione, rigenerazione dei suoli urbani, alberature e infrastrutture blu, oltre alla nascita di un grande Parco Regionale del Tevere.
“La crisi climatica ci colpisce in ogni lembo dei territori, ma soprattutto nei quartieri più antropizzati, più pieni di persone, più pieni di asfalto, di case e di cemento, come il quartiere Alessandrino a Roma. Viviamo una condizione di termosifoni urbani che sono fatti dai asfalti, dai parcheggi a raso, dalla cementificazione, che non fa nient’altro che ampliare questo dramma sociale in cui vivono le persone, soprattutto di bassa fascia di reddito”, ha dichiarato Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio.
“Il Comune di Roma ha presentato il 2 luglio il primo piano caldo della città, con cui definisce la strategia per affrontare il crescente caldo della città, in particolare le ondate di calore, che sono sempre più frequenti e intense nei quartieri di Roma”, ha spiegato Edoardo Zanchini, direttore dell’Ufficio Clima di Roma Capitale. “Abbiamo raddoppiato o triplicato i nuovi giornate torride, giornate tropicali, notti torride, e quindi dobbiamo aiutare i cittadini. Con il piano definiamo la strategia, le azioni e anche gli investimenti necessari per ridurre le temperature che le persone percepiscono nei quartieri”.
“La crisi climatica rende la periferia bollente, poche aree verdi, poco curate. Il 70% degli spazi che abbiamo monitorato non hanno ombra. C’è bisogno di velocizzare il piano per il caldo presentato dal Comune di Roma e un appello va al Governo. Bisogna tirare fuori dal cassetto il piano di adattamento ai cambiamenti climatici. Fermo lì, senza risorse, da oltre due anni e mezzo”, ha dichiarato Mariateresa Imparato, responsabile giustizia climatica Legambiente.


