Nove creme solari su dieci vendute da Temu, Shein e AliExpress bocciate: non proteggono e fanno male alla pelle. Il test di Que Choisir. 

Creme solari, sotto accusa i prodotti venduti sulle piattaforme cinesi

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Nove creme solari su dieci vendute da Temu, Shein e AliExpress bocciate: non proteggono e fanno male alla pelle. Il test di Que Choisir.

Ingredienti vietati, fattori di protezione lontani da quelli dichiarati in etichetta e prodotti che espongono gli utenti al rischio di scottature e danni da raggi UV. Le creme solari vendute su piattaforme cinesi, come Temu, Shein e AliExpress rappresentano un rischio per la salute.

Altroconsumo, insieme ad altre organizzazioni europee di consumatori, ha partecipato a un’indagine su alcuni prodotti solari acquistati sui colossi cinesi dell’e-commerce. I prodotti sono stati comprati dai colleghi francesi di Que Choisir Ensemble: 9 prodotti su 10 (tra cui Sadoer, Bioaqua, Jaysung, West Month) sono stati bocciati.

Prezzi molto bassi, confezioni accattivanti, promesse di protezione SPF 50 o persino superiore. I prodotti solari venduti su marketplace internazionali come AliExpress, Shein e Temu possono sembrare un’occasione, soprattutto prima delle vacanze.

I risultati delle analisi sulle creme solari 

Tre dei prodotti analizzati sono stati esclusi fin dall’inizio perché contenevano 4-MBC (4-metilbenzilidene canfora), un filtro UV classificato come interferente endocrino, in grado di interferire con il sistema ormonale, in particolare con la funzione tiroidea e con gli estrogeni.  Si tratta di una sostanza che dal 1° maggio 2026 è stata vietata nei cosmetici venduti nell’Unione europea. Anche se i prodotti sono stati acquistati poco prima dell’entrata in vigore del divieto, secondo Que Choisir due delle creme erano state prodotte quando l’utilizzo del composto era già incompatibile con la normativa europea.

Per quanto riguarda le altre sette creme: sei non hanno raggiunto il fattore di protezione solare (Spf) promesso, mentre quattro offrono una protezione praticamente nulla.

Anche i prodotti che hanno ottenuto le prestazioni migliori tra quelli esaminati restano comunque molto al di sotto degli standard normalmente richiesti per una protezione efficace dai raggi UV.

Tra le dieci creme analizzate, soltanto una, l’Ouhoe sunscreen Spf 50, ha rispettato il livello di protezione dichiarato. Tuttavia, anche questo prodotto conteneva il 4-MBC.

Dopo essere state informate dei risultati delle analisi, Temu ha comunicato di aver sospeso temporaneamente la vendita dei prodotti solari nell’Unione europea, Shein ha annunciato un audit interno sui prodotti della categoria, senza però fornire dettagli sulle modalità e sui criteri dei controlli, mentre AliExpress, che ha parlato di prodotti “presumibilmente problematici” e ha dichiarato di voler rimuovere articoli “simili” a quelli contestati.

Come scegliere le creme solari migliori? Esistono quelle ecologiche?

È possibile proteggere la pelle dai raggi solari e difendere allo stesso tempo l’ambiente? Esistono realmente creme solari che non danneggino il mare? Quali e come dovremmo scegliere?

A TeleAmbiente, lo studio e l’opinione del chimico Fabrizio Zago, che ha collaborato alla definizione dei criteri di certificazione dell’etichetta europea Ecolabel ideatore del portale e dell’app Ecobiocontrol per scoprire l’impatto ambientale degli ingredienti di cosmetici e detergenti.

Sull’ambiente gli effetti negativi sono dovuti alla non biodegradabilità ed al bioaccumulo di molte sostanze, primi fra tutti i siliconi ed i filtri solari.

“In uno studio, al quale ho contribuito anche io, per fare una classifica dei solari più o meno buoni, di verdi non ne ho trovati nemmeno uno“, afferma Zago.

Maggiori informazioni riguardo allo studio sulle creme solari QUI

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