Un progetto di cohousing con due nuclei abitativi per 12 posti letto complessivi. L’iniziativa mira a far sì che i beneficiari possano avere un’ autonomia lavorativa e di vita
A Marsciano (Pg) è stato presentato il progetto di cohousing per persone con disabilità, promosso dalla Zona sociale 4 dell’Umbria, di cui il Comune di Marsciano è capofila, e finanziato con fondi del Pnrr.
Nel corso dell’iniziativa sono stati inaugurati i due nuclei abitativi destinati alla coabitazione, situati in una struttura in piazza Mazzini, nel centro cittadino.

Il commento del sindaco di Marsciano, Michele Moretti: “Inauguriamo uno spazio di comunità grazie al lavoro della zona sociale dei comuni della Media Valle del Tevere, della Regione Umbria, di Anci Umbria ed in collegamento con il ministero delle Politiche Sociali”.
“Uno spazio – ha spiegato Moretti – per persone che possono sperimentare una vita indipendente. Un progetto del Pnrr che sembrava abbandonato, che abbiamo deciso di riprendere in mano e soprattutto di farlo in un luogo identitario per la città di Marsciano, ma anche per tutto il territorio”.
“Un ex asilo – ha aggiunto – uno spazio che era vissuto per la crescita della future generazioni e che oggi è uno spazio per la crescita di chi può essere incluso nella nostra comunità vivendo una vita indipendente, ma soprattutto sperimentando una vita lavorativa e vivendo all’interno della città e all’interno dei servizi, crescendo e distaccandosi con difficoltà, ma sempre per un futuro migliore, dalle proprie famiglie”.
All’incontro sono intervenuti tra gli altri, anche l’assessore regionale all’Attuazione del Pnrr, Simona Meloni, presidente III Commissione Sanità e Sociale dell’Assemblea legislativa dell’Umbria Luca Simonetti e la responsabile della Zona sociale 4 Daniela Bettini
“Per ciascuna persona – ha sottolineato Daniela Bettini – è stato scritto un progetto che rispondesse alle sue esigenze e alle sue caratteristiche per poter vivere in questa struttura. La seconda fase ha fatto riferimento all’abitazione e quindi sono stati creati 12 posti letti al fine di consentire ai beneficiari di poter partecipare e vivere fattivamente in questa struttura”.
“La terza fase – ha riferito in conclusione – ha riguardato, invece, l’aver dato vita a corsi di formazione informatica a cui hanno partecipato i beneficiari e tirocini formativi. Tutto questo per permettere ai soggetti di avere un’autonomia lavorativa ed una autonomia di vita”.

