"I corvi portano rancore per anni": leggenda o verità?

“I corvi portano rancore per anni”: leggenda o verità?

Tabella dei Contenuti

A “E…state Sulla Via della Natura”, su TeleAmbiente, il Responsabile Area Animali Selvatici della Lega Antivivisezione (LAV), Massimo Vitturi, spiega perché, in realtà, il rancore dei corvi non è lo stesso covato dagli esseri umani.

Ricordare un torto, trasmettere l’informazione ai figli e non perdonare mai, o quasi, i traditori. No, non è il profilo psicologico degli esseri umani più incattiviti col mondo, bensì il sorprendente comportamento dei corvi presenti in boschi, campagne e città. Secondo una ricerca dell’Università di Washington, questi uccelli vittime di atteggiamenti sleali possono covare rancore fino a 17 lunghi anni. Le vittime dell’esperimento scientifico, manco a dirlo, sono gli stessi studiosi dopo avere indossato una maschera per catturarli. Faccia che, agli occhi degli stessi volatili appena liberati, complice una memoria di ferro, significa minaccia. Ed ecco allora i corvi perseguitare i ricercatori infedeli con beccate, inseguimenti e attacchi in picchiata. Un vero e proprio mobbing, perché dimenticare mai e vendicarsi sempre.

A “E…state Sulla Via della Natura”, su TeleAmbiente, il Responsabile Area Animali Selvatici della Lega Antivivisezione (LAV), Massimo Vitturi, spiega perché, in realtà, il rancore dei corvi non è lo stesso covato dagli esseri umani. “Si tratta di una visione antropocentrica, perché riportiamo le considerazioni morali dei nostri comportamenti sulla fauna selvatica. Tutti gli animali, però, dal corvo alla cornacchia, dall’orso al lupo, non sono né buoni né cattivi e, soprattutto, non portano rancore, perché fanno semplicemente la loro vita lontana anni luce dalla nostra e, per di più, incomprensibile per noi. Durante il suo percorso evolutivo, la fauna selvatica assume e riproduce condotte utili alla riproduzione della specie e al mantenimento della territorialità. Quindi, i corvi, che sono dotati di una grande memoria, hanno un’innata capacità di rapportarsi con il mondo esterno. Di conseguenza, questi uccelli sembrano portare rancore semplicemente perché, ricordando un’esperienza negativa, evitano di essere feriti o, peggio, di essere uccisi”.

Pubblicità
Articoli Correlati