Bisfenolo A, stop dell'Ue nei materiali a contatto con gli alimenti. Ecco cosa cambia

Bisfenolo A, stop dell’Ue nei materiali a contatto con gli alimenti. Ecco cosa cambia

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Stop al bisfenolo A nei materiali a contatto con gli alimenti: dal 20 luglio entra in vigore la norma europea che limita la presenza dell’interferente endocrino in alcuni prodotti. Ecco cosa cambia.

Si avvicina sempre di più lo stop ai prodotti con bisfenolo A che vengono a contatto con il cibo. Ma non spariranno dagli scaffali dei supermercati, almeno non subito.

A partire dal 20 luglio, infatti, non sarà più possibile immettere sul mercato europeo per la prima volta prodotti e imballaggi contenenti il BPA destinati al contatto con gli alimenti non conformi alle nuove regole.

Il divieto, che fa seguito alle dichiarazioni dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) secondo cui la sostanza potrebbe avere “effetti potenzialmente dannosi sul sistema immunitario”, è contenuto nel Regolamento 2024/3190.

È terminato dunque il periodo di eliminazione graduale di 18 mesi garantito da Bruxelles per permettere alle aziende di adeguarsi alla normativa.

Lattine e confezioni con il BPA, quindi, non spariranno subito dai punti vendita: se sono stati immessi sul mercato entro la data indicata dalla normativa, potranno essere venduti fino a esaurimento scorte. Per alcuni prodotti in cui è più difficile sostituire il bisfenolo, come certi imballaggi per frutta e verdura e prodotti della pesca, il periodo transitorio è stato esteso fino a gennaio 2028.

Anche se con un ritardo di oltre 10 anni, l’Unione europea compie un passo importante verso l’eliminazione di una sostanza chimica ampiamente utilizzata nei processi industriali ma classificata come “interferente endocrino”, con possibili effetti anche sul sistema immunitario, oltre che contribuire all’aumento del rischio di cancro e provocare reazioni allergiche.

La Francia aveva vietato il bisfenolo A nei biberon già nel 2009 e, dal 2013, nei contenitori per il cibo, negli utensili per la cucina, nei biglietti della metro e negli scontrini.

L’iniziativa europea, seppur a piccoli passi, mira a ridurre sensibilmente l’esposizione a queste sostanze considerate da anni rischiose per la salute umana.

Per ridurre al massimo il rischio di ingestione del BpA è possibile eliminare i contenitori per cibo di plastica e sostituirli con quelli di vetro, in acciaio inox o in ceramica. Al supermercato vale lo stesso suggerimento: meglio il cibo in vasetti o bottiglie di vetro.

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