“Il problema è che filtri solari con il pallino verde non esistono, perché tutto in qualche moda inquina, più o meno”. Lo studio e l’opinione del chimico Fabrizio Zago sulle creme solari ecologiche.
È possibile proteggere la pelle dai raggi solari e difendere allo stesso tempo l’ambiente? Esistono realmente creme solari che non danneggino il mare?
A TeleAmbiente, il chimico Fabrizio Zago, ideatore dell’app Ecobiocontrol, parla dello studio al quale ha contribuito, nel quale attraverso l’assegnazione di un pallino rosso, giallo e verde, viene stilata una classifica dei solari più o meno buoni, ricordando che sull’ambiente gli effetti negativi sono dovuti alla non biodegradabilità ed al bioaccumulo di molte sostanze, primi fra tutti i siliconi ed i filtri solari.
Alla domanda sull’esistenza di creme davvero eco il chimico Zago risponde: “No, e credo che tutto il mondo dell’ecobiocosmesi debba fare mea culpa. Ad un certo punto si pensava di risolvere tutto usando una miscela tra ossido di zinco e di titanio. Si tratta di due sostanze, molto coprenti, che danno vita all’effetto fantasmino. Lo vediamo con i bambini. Sicuramente queste creme funzionano, ma è un effetto che gli adulti gradiscono meno. Per questo è stata ridotta la misura dei granellini di ossidi fino al livello nano, talmente piccolo che l’occhio umano non lo vede. Sei protetto ma non hai l’effetto fantasmino. Queste molecole, però, sono talmente piccole che vanno dappertutto. L’ossido di zinco, in particolare, ha una tossicità per gli organismi acquatici molto elevata”.
E aggiunge: “Ma tra scegliere una crema che può rappresentare un problema, come ad esempio per i pesci, e il rischio di un tumore alla pelle, non c’è dubbio che è molto meglio usarla, ma fatta bene, seguendo studi che aiutano a scegliere creme rispettose dell’ambiente ma anche dell’essere umano“.
Ma ribadisce, alla domande se ci sono creme solari, al 100% buone, rispondo: “Maglietta e cappellino solo le creme migliori, e non hanno mai fatto del male a nessuno“.
Maggiori informazioni riguardo allo studio sulle creme solari QUI
Creme solari low cost su Shein e Temu, quali rischi per la salute?
Ingredienti vietati, fattori di protezione lontani da quelli dichiarati in etichetta e prodotti che espongono gli utenti al rischio di scottature e danni da raggi UV. Le creme solari vendute su piattaforme cinesi, come Temu, Shein e AliExpress rappresentano un rischio per la salute.
Altroconsumo, insieme ad altre organizzazioni europee di consumatori, ha partecipato a un’indagine su alcuni prodotti solari acquistati sui colossi cinesi dell’e-commerce. I prodotti sono stati comprati dai colleghi francesi di Que Choisir Ensemble: 9 prodotti su 10 (tra cui Sadoer, Bioaqua, Jaysung, West Month) sono stati bocciati.
Prezzi molto bassi, confezioni accattivanti, promesse di protezione SPF 50 o persino superiore. I prodotti solari venduti su marketplace internazionali come AliExpress, Shein e Temu possono sembrare un’occasione, soprattutto prima delle vacanze. Ma quali rischi si corrono per la nostra salute?
Nel video l’opinione del chimico Fabrizio Zago.


