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ENEA, il trasferimento tecnologico per la competitività delle imprese

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Il trasferimento tecnologico, su cui ENEA lavora tramite un apposito dipartimento, risulta essenziale per portare l’innovazione dai laboratori di ricerca alle imprese italiane. Essenziale non solo per la competitività, ma anche per la sostenibilità, un modello integrato è stato presentato alla Camera dei deputati, dove l’ente pubblico di ricerca si è confrontato con l’industria, le istituzioni e il mondo finanziario. 

Portare l’innovazione tecnologica dai laboratori di ricerca al sistema produttivo per sostenere la competitività delle imprese, ma anche la loro sostenibilità. Questo il principale obiettivo del trasferimento tecnologico, di cui si occupa l’ENEA – Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, tramite un apposito dipartimento, che alla Camera dei deputati ha presentato un modello integrato per il suo potenziamento. L’appuntamento è stata un’occasione di incontro tra l’ente pubblico di ricerca e il mondo delle imprese, delle istituzioni e della finanza.

“L’ENEA è il secondo ente pubblico di ricerca italiano, da quasi un anno lo presiedo con responsabilità ma anche con grande onore e lo definisco un patrimonio strategico del Paese. È un ente che nasce nel 1952, con una vocazione di ricerca sulle applicazioni nucleari nel campo del civile, ma nel corso degli anni ha ovviamente subito una evoluzione, ampliando e integrando i suoi filoni di ricerca” – ha spiegato Francesca Mariotti, presidente di ENEA – “Oggi quello energetico rappresenta buona parte degli ambiti di ricerca dell’ENEA, ma spaziamo dall’agrifood alle scienze della vita, passando per efficienza energetica, sistemi di accumulo ed energie rinnovabili. Mi piace sempre ricordare che la ricerca sul nucleare in ENEA non si è mai fermata, nonostante il Paese nel 1987 abbia deciso di interrompere il programma di produzione di energia nucleare. L’obiettivo e l’ambizione di un ente pubblico di ricerca non sono solo quelli di ampliare le frontiere della conoscenza, ma anche di far sì che questa conoscenza e le soluzioni tecnologiche diventino il prima possibile soluzioni di mercato, mi riferisco in particolare a prodotti e processi“.

“Questo è l’obiettivo del trasferimento tecnologico: far sì che la ricerca passi dal laboratorio al mondo produttivo, per garantire una maggiore competitività delle nostre imprese, in particolare guardiamo al mondo delle piccole e medie imprese, che fisiologicamente, da sole, farebbero fatica a fare ricerca. Avvalendosi invece della competenza e della dotazione strutturale di un ente pubblico come ENEA, certamente ridurrebbero i costi e soprattutto i rischi di sviluppo” – ha aggiunto la presidente di ENEA – “Il nostro obiettivo è proprio questo e oggi ne parliamo, ovviamente con il mondo delle imprese, con le istituzioni finanziarie (perché non vi è dubbio che occorre anche investimento di capitale per far sì che la ricerca esca dai laboratori e diventi mercato), con il mondo delle associazioni e del Terzo Settore (un presidio importantissimo sul territorio perché ci aiutano a intercettare maggiormente i bisogni della collettività). Lo facciamo anche con le istituzioni, perché ricordo innanzitutto che un ente pubblico di ricerca come l’ENEA ha il doveroso compito di sostenere il decisore politico, fornendo analisi e dati affinché le decisioni e le scelte politiche siano sempre più fondate su evidenze frutto di un rigore scientifico, che in ENEA esiste ed è a supporto e a servizio dell’intero Paese“.

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