La duplice lotta che l’Italia si trova oggi ad affrontare può avere un esito positivo solo uscendo dalla logica dell’emergenza per investire nella prevenzione. Ma quali sono le azioni da intraprendere su questo fronte? Sergio Costa, già ministro dell’Ambiente, oggi deputato del Movimento 5 Stelle e vicepresidente della Camera, ha organizzato un evento per fare il punto tra politica, cittadini ed esperti di gestione ambientale.
Un evento per creare sinergie tra politica e ricerca sul fronte della duplice lotta che l’Italia deve condurre, di fronte al cambiamento climatico e al dissesto idrogeologico. Due crisi ormai strutturali per il nostro Paese, da sempre molto fragile e ora anche al centro di un hotspot climatico come il Mediterraneo. Gli eventi meteo estremi sono sempre più frequenti e continuano a mettere a dura prova la resilienza del territorio. Per questo, occorre uscire in primis dalla logica dell’emergenza e avere il coraggio e l’ambizione di scegliere la prevenzione.
Poi, però, c’è la questione delle politiche da adottare, ed è per questo che Sergio Costa, già ministro dell’Ambiente e oggi deputato del Movimento 5 Stelle e vicepresidente della Camera, ha deciso di ospitare associazioni ed esperti di gestione forestale ed ambientale per una preziosa occasione di confronto. I capisaldi restano il monitoraggio continuo del territorio, la prevenzione, la messa in sicurezza e il ripristino degli ecosistemi.
“L’incontro che abbiamo avuto sul dissesto idrogeologico, alla luce del mutamento climatico, ci racconta una storia. Il cambiamento climatico, come dice anche il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, è l’emergenza fra le emergenze. E sotto questa enorme emergenza, poi, ci sono altri elementi di ulteriori emergenze, tra cui appunto il dissesto idrogeologico. Tra l’altro, in un Paese come l’Italia, dove il 94,5% dei Comuni ha problemi di frane, di alluvioni, di smottamenti e altro” – ha spiegato l’onorevole Sergio Costa, deputato del Movimento 5 Stelle e vicepresidente della Camera – “A questo, aggiungiamo anche altre problematiche, come la siccità, la desertificazione al 20%, le ondate di calore e così via… Il tema è come prevenire tutto questo, altrimenti ragioneremo sempre su come intervenire quando le cose accadono, e quindi come Protezione civile“.
“Il tema è come prevenire: dobbiamo prendere coscienza che il cambiamento climatico è in atto e ci aggredisce, questa estate ce l’ha raccontato bene e probabilmente gli anni a venire saranno ancora più aggressivi” – ha aggiunto il già ministro dell’Ambiente – “Il tema è: quale priorità dare per le risorse e per le progettazioni? Il dissesto idrogeologico è per esempio una priorità, con le risorse che ci sono date dovremmo pensare ad un piano almeno trentennale, che ci consente di immaginare una sorta di ‘grandi cantieri verdi’ in Italia per mettere in sicurezza il nostro territorio“.
“Un piano del genere ci viene a costare diversi miliardi di euro, ovviamente non è gratis e posso stimare circa 30 miliardi da investire. Mi domando, però: se ci sono tanti soldi per le armi, con un incremento di 68 miliardi, perché a quel punto non possiamo spenderli per tutelarci dai cambiamenti climatici e dal dissesto idrogeologico, oltre che per il lavoro, per il welfare e quant’altro?” – ha concluso Sergio Costa – “Vedete, si tratta di priorità politiche. Noi pensiamo che il contrasto al cambiamento climatico sia, e sarà, certamente più importante rispetto a comprare armi“.


