Il rapporto tra gestione dei rifiuti e salute pubblica, analizzato sotto ogni aspetto e per ben sette anni dal Comitato Interdisciplinare su Rifiuti e Salute, al centro del volume ‘Rifiuti e Salute’, a cura dei professori Raffaello Cossu e Margherita Ferrante. Il libro è stato anche presentato alla Camera dei deputati.
Il rapporto tra la gestione dei rifiuti e la salute pubblica, analizzato sotto ogni aspetto e per ben sette anni dal Comitato Interdisciplinare su Rifiuti e Salute (CIRS), composto da oltre 200 esperti di ogni ambito provenienti da tutta Italia. Questo il tema principale di Rifiuti e Salute, libro a cura di Raffaello Cossu, professore emerito dell’Università di Padova, e di Margherita Ferrante, docente di Igiene dell’Università di Catania.
Un argomento molto vasto e complesso, ed un volume che supera le visioni troppo semplicistiche dell’economia circolare. La riduzione dei rifiuti, il riciclo e il riuso restano fondamentali, ma è essenziale capire che le modalità di gestione dei rifiuti vanno adottate in base alle caratteristiche dei territori, alle tecnologie e agli impianti disponibili e alle evidenze scientifiche, basate soprattutto sull’approccio One Health.
“La gerarchia dei rifiuti ci dice che è preferibile evitare di produrre rifiuti, poi recuperarli, in seguito recuperare energia e poi, alla fine, lo smaltimento in discarica. A mio avviso, però, l’economia circolare ha un po’ cambiato questo ordine, perché in fondo per fare economia circolare i rifiuti devono anche essere prodotti. Questo è un po’ cambiato perché economia circolare non è solo recupero, ma anche residui, perché non tutto può essere recuperato, e quei residui devono essere trattati” – ha spiegato Raffaello Cossu, professore emerito dell’Università di Padova e presidente del CIRS – “C’è poi la necessità di chiudere il bilancio, come in tutti i bilanci quello che entra poi deve uscire. Noi, in questo libro, vediamo qualcosa di alternativo al classico triangolo che si usa per la gerarchia (con la discarica all’ultimo posto e al vertice più lungo la riduzione dei rifiuti). Vediamo come degli ingranaggi, dove ci sono lo studio del prodotto, il recupero, la minimizzazione, ma anche il trattamento termico, perché la produzione di energia è una risorsa, sta dentro l’economia circolare“.
“Questo in Europa si sta affermando sempre di più, per cui tutta la polemica sugli inceneritori così come sulle discariche vanno ripensate. È chiaro che la classica discarica non è sostenibile e crea problemi per l’ambiente, ma un cosiddetto sink, cioè un interramento di ciò che rimane dell’economia circolare, si tratta di fisica, di natura. È la legge di Lavoisier: nulla si distrugge, tutto si trasforma” – ha aggiunto il professor Cossu – “Quindi, se io prendo dal terreno o da un minerale una risorsa, alla fine ci sarà qualcosa che io devo restituire al terreno, per chiudere il bilancio. Perché se non lo restituisco al terreno, è qualcosa che rimane intorno a noi, a crearci contaminazione diffusa“.
“Il caso del corretto conferimento degli scontrini è emblematico, ma il problema più importante secondo me è dato dalla plastica. La produzione e il consumo di plastica impattano anche sulle emissioni di carbonio in atmosfera e quindi sull’aggravarsi dei cambiamenti climatici. La gestione della plastica è un aspetto fondamentale, che sottovalutiamo perché nessuno, in realtà, capisce che come tutti i materiali, anche la plastica è soggetta ad usura” – il punto della professoressa Margherita Ferrante – “Si formano micro e nanoparticelle, così piccole da circolare nell’ambiente e accumularsi negli organismi viventi. È stato dimostrato che sono in grado entrare negli animali, nelle piante, e anche nell’organismo umano. Diversi studi, tra cui alcuni che stiamo conducendo all’Università di Catania, dimostrano che sono presenti nel corpo umano e sono associate a incrementi di patologie, all’infertilità e al cancro. Il tema della gestione delle plastiche è sicuramente molto importante“.
“Più in generale, direi che la gestione corretta dei rifiuti è fondamentale per salvaguardare la salute dell’uomo ma anche gli equilibri planetari. In realtà, il volume entra proprio a colmare queste lacune ed è il primo, a livello internazionale, a mettere insieme gli aspetti sanitari con quelli della gestione dei rifiuti” – ha aggiunto la docente dell’Università di Catania – “Tanto è vero che affrontiamo, per la prima volta, il tema della prevenzione in ottica One Health associato all’economia circolare e quindi alla corretta gestione dei rifiuti, che resta assolutamente fondamentale per salvaguardare la salute e far sì che noi possiamo avere una vita più salubre e sicura e anche un Pianeta più pulito e meno minacciato dai cambiamenti climatici che purtroppo vediamo quotidianamente“.


