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Plastica, frode ‘carosello’: 18 indagati e 25 milioni di euro sequestrati

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Polimeri plastici, ma anche calzature, venivano indicati in false compravendite tra l’Italia e l’estero. La merce veniva spedita una sola volta, ma le documentazioni fiscali indicavano trasferimenti continui per garantire profitti illeciti con la detrazione dell’IVA. Otto persone sono finite in carcere e tre ai domiciliari. 

Diciotto indagati, accusati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di frodi a carattere transnazionale relative all’IVA, per una frode ‘carosello’ nel commercio di plastica, scoperta dall’ufficio di Torino della Procura Europea (EPPO – European Public Prosecutor’s Office). Le misure cautelari sono state eseguite dai Comandi Provinciali della Guardia di Finanza di Torino e di Ancona.

Dalle indagini è emerso che un sodalizio con base nelle Marche, grazie al ricorso a società ‘cartiere’ e ‘filtro’ presenti in altre Regioni d’Italia, ma anche in Austria, Repubblica Ceca, Bulgaria, Romania e Ungheria, scambiava fatture per operazioni inesistenti per consentire agli acquirenti ‘formali’ di polimeri plastici o calzature di aggirare l’Iva, nonostante le transazioni, quasi sempre, non fossero effettivamente realizzate.

Nello specifico, gli investigatori, attraverso vari metodi di indagine, hanno scoperto che le varie società erano gestite direttamente dalle stesse persone anche se, stando alle documentazioni ufficiali, risultavano acquirenti di merci con il diritto alla detrazione dell’Iva. Inoltre, in alcuni casi, le stesse partite di merce venivano spedite ogni volta dall’Italia all’Austria e viceversa, ma ufficialmente venivano emesse fatture relative a diversi acquisti multipli.

I proventi dell’evasione venivano utilizzati per remunerare tutti i partecipanti alla frode, tra cui un gruppo di ‘finanziatori’ esterni che prestavano ingenti somme di denaro per alimentare il circuito circolare dei pagamenti a supporto delle false fatturazioni. Oltre alle 18 misure cautelari, destinate a imprenditori e professionisti, tra cui otto persone finite in carcere e tre agli arresti domiciliari, è scattato anche il sequestro di beni e disponibilità finanziarie per un valore di circa 25 milioni di euro.

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