In questo numero del Tg Ambiente, realizzato in collaborazione con Italpress: 1) Droni e IA per monitorare e prevenire il dissesto idrogeologico; 2) Imprese, cresce la spinta verso digitale e decarbonizzazione; 3) Inverno, temperature sopra la media e poca neve a bassa quota; 4) Sea & rivers, oltre 52 tonnellate di rifiuti raccolte
In questo numero del Tg Ambiente, realizzato in collaborazione con Italpress:
1) Droni e IA per monitorare e prevenire il dissesto idrogeologico: La crescente frequenza di eventi meteorologici estremi rende necessario adottare strumenti sempre più evoluti per monitorare il territorio: con questo obiettivo prende forma a Cave, in provincia di Roma, la sperimentazione di PRISM-E, progetto di cui è capofila TopNetwork, che integra droni, sensori, dati satellitari e Intelligenza Artificiale per individuare tempestivamente le criticità e supportare la prevenzione del rischio incendi e idrogeologico.
2) Imprese, cresce la spinta verso digitale e decarbonizzazione: Tra il 2026 e il 2028, il 76% delle medie imprese investirà in digitale e il 73% in green. Ma tre imprese su quattro si scontrano con almeno un ostacolo nel portare avanti gli investimenti in digitalizzazione e sostenibilità ambientale. A frenare sono soprattutto gli elevati costi iniziali da sostenere, indicati dal 41,2% delle medie imprese. Seguono l’incertezza normativa e la necessità di destinare risorse ad altre priorità aziendali. Lo rileva Unioncamere segnalando che a pesare significativamente sui piani di investimento in digitale e green è pure la carenza di competenze interne e manageriali adeguate, segnalata da oltre un quarto delle medie imprese. Anche per questo, per supportare il proprio percorso di innovazione, il 74% si avvale di imprese di consulenza o consulenti privati, oltre la metà coinvolge fornitori e clienti, mentre il 16% si affida alle istituzioni territoriali, come le Camere di commercio e le associazioni di categoria, per sostenere gli investimenti in digitale e sostenibilità ambientale. In particolare, è crescente l’interesse delle medie imprese verso le tecnologie che assicurano emissioni nette pari a zero. Nel triennio 2026-2028, il 41% di queste realtà investirà in tecnologie per la transizione verde e la decarbonizzazione.
3) Inverno, temperature sopra la media e poca neve a bassa quota: Un inverno più mite, piovoso e con il freddo concentrato in pochi giorni. È lo scenario indicato dalle proiezioni stagionali del Centro Europeo per l’inverno 2026-2027. In Italia le temperature potrebbero risultare fino a un grado sopra la media, mentre sull’Europa centro-meridionale le anomalie potrebbero raggiungere +1,5 gradi. Attese anche fasi di pioggia più intense, con possibili conseguenze sul fronte del rischio idrogeologico, mentre la neve potrebbe concentrarsi soprattutto sulle Alpi e sugli Appennini, a quote medio-alte. A incidere sul quadro meteorologico anche El Niño, il fenomeno legato al riscaldamento delle acque del Pacifico tropicale, che può influenzare la circolazione atmosferica su scala globale. Il freddo non scomparirà, ma potrebbe arrivare sotto forma di ondate brevi e localizzate. Secondo le stime riportate nel testo, gelo e nevicate a bassa quota potrebbero concentrarsi complessivamente in appena 10-15 giorni. Uno scenario che, insieme al cambiamento climatico, potrebbe avere conseguenze anche sulla disponibilità di neve e sull’equilibrio dei ghiacciai alpini.
4) Sea & rivers, oltre 52 tonnellate di rifiuti raccolte: Oltre 52 tonnellate di rifiuti rimosse dall’ambiente in appena tre giorni. È il bilancio di Sea & Rivers, la mobilitazione nazionale organizzata da Plastic Free Onlus dal 25 al 27 settembre. In tutta Italia sono stati 182 gli appuntamenti, con il coinvolgimento di 4.418 volontari, impegnati nella pulizia di spiagge, fiumi, parchi e aree urbane. Complessivamente sono stati raccolti 52.784 chili di rifiuti. Un’operazione di pulizia, ma anche di sensibilizzazione: perché ciò che viene abbandonato nelle città, lungo le strade o nei parchi può essere trascinato dalla pioggia nei tombini, nei torrenti e nei fiumi, fino ad arrivare al mare. Tra i rifiuti raccolti anche numerosi mozziconi di sigaretta. Pesano poco sul totale, ma possono rilasciare microplastiche e sostanze inquinanti e finire negli ecosistemi acquatici. A guidare la raccolta per quantità è stato il Veneto, con oltre 8,4 tonnellate, seguito da Piemonte, Sicilia e Sardegna. Un bilancio che, secondo Plastic Free, conferma la necessità di intervenire non solo per ripulire, ma soprattutto per evitare che i rifiuti vengano dispersi nell’ambiente.


