California, la società americana di energia PG&E si dichiara colpevole per la morte di 84 persone

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La compagnia fornitrice di utenze PG&E ha accettato di definirsi colpevole per la morte di 84 persone avvenuta a seguito dell’incendio del 2018 nella città di Paradise in California. L’incendio sarebbe scoppiato a causa della fatiscenza della rete elettrica della compagnia.

In uno storico caso di una compagnia ritenuta responsabile, Pacific Gas & Electric (PG&E) ha ammesso di essere responsabile della morte di 84 persone avvenuta durante il devastante incendio che ha colpito la città di Paradise nella California settentrionale nel 2018. Bill Johnson, CEO di PG&E ha ammesso la colpevolezza della società, attribuibile alla fatiscenza della rete elettrica.

Bill Johnson

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E’ il più letale crimine aziendale della storia degli Stati Uniti. “L’incendio è partito dalle nostre strutture” ha ammesso Johnson, chiedendo direttamente scusa alle famiglie delle vittime “PG&E non dimenticherà mai Camp Fire e tutto quello che ha portato via alla regione”. Sebbene sia parte dell’accordo, l’ammissione è giunta durante una pubblica udienza volta a diffamare la più grande utenza della nazione per trascurare le proprie infrastrutture. Il nome di ogni vittima è stato letto a voce alta mentre venivano trasmesse le immagini dei defunti su grande schermo.Come parte dell’accordo 11 dei 14 membri del consiglio di amministrazione saranno rimpiazzati tra cui il CEO Johnson, che darà le dimissioni il 30 giugno. Il procuratore distrettuale della Contea di Butte Mike Ramsey ha rilasciato il tanto atteso report che fornisce i dettagli della colpevolezza della compagnia nell’aver causato l’incendio a Paradise: PG&E si è accordata nel pagare una multa di 3.5 milioni di dollari in aggiunta ai 500,000 dollari dei costi delle indagini

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La compagnia di San Francisco non verrà messa in libertà vigilata a differenza di quanto accaduto nel 2010, quando un condotto di gas della compagnia esplose causando 8 morti in un quartiere di San Bruno. Per quella tragedia la compagnia venne messa in libertà vigilata, una condanna che scadrà nel 2022. Con la prospettiva di nessun periodo in carcere, il procuratore Ramsey ha voluto usare l’udienza per costringere PG&E a confrontarsi con la morte e la distruzione causata dalle azioni della propria compagnia, che ha preferito mettere il profitto davanti alla sicurezza di 16 milioni di persone della California settentrionale che sia affidano alle loro utenze. “Vogliamo che sia d’impatto perché non è possibile andare avanti in questo modo. Ci dovranno essere dei cambiamenti nelle modalità di operazione di PG&E”.  PG&E spera di emergere dalla situazione di bancarotta in cui si trova, dopo essersi è accordata nel pagare 25.5 miliardi di dollari per le perdite causate dagli incendi degli ultimi anni, nei quali la compagnie è stata ritenuta responsabile. Inoltre la California Public Utilities Commission ha stabilito un’ulteriore multa da 1.9 miliardi di dollari.

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 L’udienza di martedì è solamente la prima fase del processo contro PG&E. Il giudice ha stabilito che verrà concesso tempo ai sopravvissuti e alle famiglie dei defunti per testimoniare. La sentenza verrà emessa entro la fine della settimana ma sarà solamente una formalità, considerando che i PG&E ha già accettato l’accordo.

 

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