Il cortometraggio realizzato dalla Turtle Studio (un team composto da ex studenti dell’Accademia di Belle Arti di Napoli) si incentra sul rapporto tra essere umano, ecologia e tecnologia
Un cortometraggio animato senza dialoghi in cui gli eventi sono narrati attraverso le immagini e i suoni. Si chiama “La Casa sul Mare” ed è realizzato dalla Turtle Studio, un collettivo di ex studenti dell’Accademia di Belle Arti di Napoli.
Al centro del corto d’animazione distribuito da Tvco c’è l’essere umano e la necessità di un suo ritorno alla natura e a una vita ecosostenibile.
Il protagonista della pellicola si chiama Pip, un uomo piccolo e goffo che vive in una città enorme e ipertecnologica.
“La casa sul mare – ha spiegato il regista, Fulvio Davide Ricca – parte dall’idea di creare un mito moderno con un eroe amante della natura in un mondo ipertecnologico. La vicinanza di Pip alla natura è la sua grande forza che gli permette di compiere la sua avventura. Credo sia estremamente importante per noi fare lo stesso passaggio che fa il protagonista: comprendere la natura e rispettarla per poter vivere con essa”.
La Casa sul Mare, il film green made in Italy
Il corto del Turtle studio, dunque, narra le vicende di Pip che si ritrova a fare i conti con un improvviso terremoto che farà cadere nell’oceano la sua casa che, galleggiando, comincerà ad allontanarsi dalla città.
La vita sulla casa galleggiante di Pip lo porterà a ritrovare l’essenza stessa dell’essere umano e del suo contatto con la natura.
Il film è realizzato tramite l’animazione 2D classica ma con innesti 3D, una metodologia che – come hanno spiegato gli autori – si presta alla tematica del racconto.
Il film è prodotto da Antracine e co-prodotto da Tvco e Rain Dogs. ”Siamo contenti di aver contribuito alla realizzazione di questo progetto – ha affermato il produttore Eduardo Angeloni – perché crediamo fortemente nel valore di questi ragazzi, perché parlare di ambiente, di transizione ecologica e di una Napoli proiettata verso il futuro ci aiuta ad arricchire il dibattito culturale della città e perché intorno a questo progetto abbiamo costruito un intelligente sinergia istituzionale che ha al centro l’Accademia delle Belle Arti di Napoli e, a supporto, la nostra azienda Antracine, la Regione Campania e il Ministero dei Beni e delle attività culturali”.


